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Gubbio, l'ex Tavernelli tra i migliori giovani della serie B

 tavernelli e gomez Foto:  simone grilli

A Cittadella il giocatore di Città di Castello si sta mettendo in luce a suon di gol

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Ritrovarsi a certe latitudini può provocare inevitabili stati di vertigine. Ma non ditelo a Camillo Tavernelli: lui la B la conosce solo da 12 partite, ma ha già imparato a domarla. E a firmare gol pesanti, come quello con il quale ha steso l’Ascoli e spedito il Cittadella solitario al secondo posto, con peraltro una gara da recuperare e la prospettiva mica male di mettersi in scia all’Empoli capolista, staccando la baldanzosa e affollata concorrenza.

"Andiamoci piano, pensiamo a una gara alla volta", taglia corto a Italpress l’enfant prodige di casa Venturato. L’ennesimo crack pronto a essere offerto sul palcoscenico dei sogni granata, perchè Tavernelli la B l’avrà pure imparata a conoscere da poco tempo, ma sembra invero che l’addomestichi da sempre.

"Sto andando bene, ma so anche di poter fare molto meglio. Quello che mi chiede il mister ad ogni allenamento è di provare a migliorare, e mi impegno a fondo affinchè possa affinare quanti più trucchi del mestiere. Era un sogno poter vestire questa maglia e disputare questo campionato, ora il sogno è di continuare ad essere protagonista".

 Finora si è sempre fatto trovare pronto. Con l’Ascoli però ha compiuto il suo capolavoro: dentro a una ventina di minuti dalla fine, decisivo alla prima palla gol avuta a disposizione.

"Non è stata una gara facile. Sapevamo di affrontare una squadra ostica, soprattutto perchè ha dimostrato di essere molto maturata e cresciuta nelle ultime giornate. Abbiamo sofferto e non siamo stati brillanti come in altre occasioni, ma siamo stati premiati dimostrandoci pazienti e molto scaltri. Se si vuole arrivare lontano, questa è la ricetta migliore possibile".

Lo sa bene Camillo, originario di Città di Castello, ma trasferitosi prima al Sansepolcro (in D), quindi al Gubbio (in C) per provare a spiccare il volo. Le prime presenze nei professionisti ad appena 17 anni, quindi qualche occasione di troppo sperata ma mai realmente avverata, tanto che quando il Gubbio l’estate scorsa gli ha offerto (tardivamente) il rinnovo, lui non se l’è fatto ripetere due volte e ha cominciato a battere altre strade.

"Sono stato felice di poter beneficiare di questa opportunità che mi ha consegnato il direttore generale Stefano Marchetti. Cittadella è una piazza ideale per un giovane come me: pressioni non ce ne sono, attenzioni da parte di società e staff tecnico, invece, non mancano e sono tutte improntate a una sana crescita".

Lui ha cominciato a ripagare Venturato con la moneta che più gli compete:

"Non avevo mai segnato nei professionisti, e così quando a ottobre ho realizzato il mio primo gol con la maglia granata contro il Pordenone ho provato una sensazione bellissima".

Si è ripetuto a Lecce, poi dopo averlo sfiorato nel recupero con la Reggiana ha pensato bene di calare un gol pesante e firmare una vittoria capitale contro l’Ascoli.

"In realtà contro la Reggiana avevo sbagliato un’occasione davvero facile e per tutta la settimana avevo pensato a quell’errore. Insomma, avevo qualcosa da farmi perdonare, e sono felice che sia arrivata una rete tanto importante, quanto decisiva".

Venezia e Chievo, le prossime avversarie, farebbero bene a prendere appunti