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Scherma, Foconi si prepara a Tokyo in alta montagna

 foconi allenamenti in montagna

Il campione ternano impegnato tra salite, neve, alberi e grossi massi a Sant'Erasmo

Alessandro Picchi
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Il campione di scherma Alessio Foconi prosegue i suoi allenamenti speciali in attesa dei Giochi olimpici di Tokyo 2021. In questi giorni di maltempo il fiorettista ternano avrebbe potuto riadattare il lavoro svolgendolo al Palascherma, ma piovendo copiosamente dal soffitto della sala d’armi rendendola inagibile, Foconi ha deciso di allenarsi in montagna: tra salite, neve, alberi e massi a Sant’Erasmo, sulle montagne a nord della conca ternana. Solamente un pretesto quello dello stillicidio in quanto, nonostante la scherma sia uno sport da svolgersi prettamente al chiuso, il fiorettista ternano classe 1989 è abituato ad allenarsi all’aperto con il suo preparatore atletico Walter Cutrì. “Acqua per acqua, meglio la neve” ha affermato ironicamente il sempre solare Foconi. Con la decisione del rinvio dei Giochi olimpici, il portabandiera del Circolo Scherma Terni, in forze all’Aeronautica Militare, ha dovuto riadattare il percorso di allenamento per arrivare all’appuntamento olimpico in massima forma fisica e, soprattutto, mentale, viste le restrizioni imposte alla vita di tutti. 
“Nei primi anni da professionista facevo solo pesi per sviluppare forza in maniera canonica - continua Foconi -, poi però grazie a Walter ho capito di dover sviluppare forza complessa. Sollevare un masso, ad esempio (i suoi massi arrivano anche a 50 chilogrammi, ndr) richiama l’attenzione che un classico peso non fa, in quanto una forma scomoda e sbilanciata ti costringe ad usare risorse interne, oltre alla sola forza muscolare. Fare acrobazie sui rami degli alberi segue lo stesso principio: coordinazione, forza e concentrazione; così come fare esercizi su un terreno in dislivello e sconnesso e a temperature avverse. Situazioni completamente inusuali che mi costringono a trovare soluzioni interne ed esterne: esattamente quello che può avvenire in pedana in una frazione di secondo. Pertanto è questo ciò su cui mi serve lavorare: sviluppare e organizzare il fisico a compiere un gesto fuori dagli schemi, che vuol dire compiere un’azione attraverso una coordinazione complessa organizzandosi nello spazio ed utilizzando sforzo fisico massimale. La complessità sta nell’utilizzare parti del nostro corpo che in situazioni normali non si utilizzerebbero, costringendo ad organizzarci nello spazio e stimolando mente e corpo: ogni cellula e neurone sono protesi a compiere quel gesto e questo è uno schema che ti aiuta sulla pedana e nella vita di tutti i giorni”.