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Gambia, da Musa Barrow agli altri: tutti i talenti lanciati da Luciano Mancini

 luciano mancini allenatore gambia Foto: corriere dell'umbria

Quando era ct della nazionale con lui sono passati anche Yallow, Colley e Ali Sowe

Carlo Forciniti
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Flashback: “Ball, ball, ball! Please”. Luciano Mancini, allenatore del Perugia Femminile, torna con la mente all’anno e mezzo trascorso in Gambia dove ha ricoperto il ruolo di Ct della Nazionale. Ricorda ancora nitidamente la gioia dei bambini che gli chiedevano un pallone che rappresentava molto più di un regalo: “Quando glielo davo, nei loro occhi traspariva la gioia più pura” - spiega -. Giocavano a calcio tutto il giorno. Tutti i giorni”. Ne ha visti tanti, di bimbi che provavano ad alimentari i propri sogni. Quelli che per alcuni sono diventati realtà. Tra il 2012 ed il 2014, Luciano Mancini ha scoperto e lanciato molti calciatori che ora sono giocatori affermati. Anche in Serie A. “Ho scovato Omar Colley, il difensore della Sampdoria, nel campionato nazionale locale. L’ho fatto esordire nelle qualificazioni per il Mondiale 2014 contro la Costa d’Avorio. Con me, tra gli altri, ha giocato anche Lamin Yallow, l’ex attaccante della Salernitana, in forza al Vicenza, ed Ali Sowe che ha militato nel Chievo ed ora gioca in Bulgaria, nel Cska Sofia. In quel periodo cominciai a seguire attentamente anche un giovanissimo Musa Barrow, il talento del Bologna”. In Africa, Mancini ha vissuto un periodo intenso. Bello. Stimolante. Coinvolgente. “In Gambia mi sono sentito davvero bene. In tutti i sensi. Vivevo in un accogliente villaggio turistico gestito da un italiano tra la capitale, Banjul, e l’aeroporto - racconta -. Cosa mi ha colpito dei gambiani? La calma, la pazienza, il modo di vivere genuino della gente che ha grande rispetto per il prossimo. Che consiglio mi sento di dare a Farinelli? Quello di andare lì e capire usi, costumi ed abitudini di un popolo che ti consente di vivere in maniera serena”.