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Inter-Real Madrid, Mazzola rivive la sfida di 56 anni fa

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L'ex nerazzurro: "A Zidane ne mancano tanti? Non diciamolo che porta sfiga"

Michele Marzoli
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Alfredo Di Stefano, la freccia bionda. E Puskas, il colonnello ungherese. E poi la torre Santamaria. E quei due, Amancio e Gento, che sembravano volare. Gli anni d’oro del Grande Real furono spazzati via, cinquantasei anni fa, da una doppietta di Sandro Mazzola che incoronava così l’Inter campione d’Europa per la sua prima volta. “Io me la ricordo, siamo usciti dagli spogliatoi e siamo entrati in campo per aspettare l’arbitro e i guardalinee e ad un certo punto vedo Alfredo davanti a tutti loro, per me era il dio del calcio, io ero molto giovane. Ad un certo punto il capitano mi toccò la spalla “Senti, stiamo andando a metà campo a schierarci, tu cosa fai? Rimani qui a guardare Alfredo?”.

Oggi, cinquantasei anni dopo, Mazzola è ancora qui che se la ride, ripensando al Prater di Vienna e a quell’incontro, giocato davanti a 71mila spettatori. Stasera, per l’attesissimo Inter – Real Madrid di Champions, San Siro sarà deserta per le normative anticovid. Un altro palcoscenico, un’altra storia, tutta da scrivere. L’Inter di oggi come la vede? “A me non dispiace, mi sembra che stia facendo un buon lavoro l’allenatore, vediamo cosa accade stasera”. Ma la partita con il Torino l’ha vista? “Si, ho visto, ho visto. Primo tempo sotto tono, ma il Toro è sempre una squadra difficile da affrontare. Poi nel secondo tempo si sono viste delle cose buone”. Per la sfida con il Real Madrid è fiducioso? L’Inter rischia molto. “E’ in questi casi che si vede l’Inter” risponde con sicurezza  Mazzola che di Real Madrid se ne intende. Zidane, peraltro, ha molti assenti. Mancheranno Sergio Ramos e Jovic mentre Benzema, Militao e Casemiro sono in forte dubbio. “Si, ma non bisogna dirlo, non bisogna dirlo che porta sfiga. Quelli dell’Inter poi pensano che sono più forti e quelli là ci fregano”. Quali sono i punti di forza di Conte secondo lei? “Secondo me centrocampo e difesa, vedo due reparti belli compatti”. E l’attacco come lo vede? Lukaku è devastante. “Lukaku mi piace. Ogni tanto si addormenta là davanti però quando si sveglia è bravo, bravo. Segna molto”.

All’Inter, ultima nel girone B, servirà un’impresa, ma di imprese contro il Real, come insegna Mazzola, la storia ne è piena. “Senza quella doppietta e quella vittoria al Prater di Vienna la mia carriera non avrebbe preso la piega che ha preso. E’ stata determinante per il mio futuro da calciatore”. Quindi, i giovani nerazzurri sono avvisati. Per regalarsi un posto nella storia è questa la notte giusta. La notte di Inter – Real Madrid.