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Volley, parla Sintini: la Sir, Travica, De Cecco e la sorpresa Milano

Il popolate Jack fa il punto in Superlega: "Perugia se dà equilibrio a battuta ed errori..."

Carlo Forciniti
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Continuare. Per il bene di tutti: dei giocatori, delle società, dei tifosi. Secondo Giacomo Sintini, ex grande palleggiatore anche della RPA Perugia, lo sport ed il volley devono andare avanti. A patto che la sicurezza prevalga sempre e comunque all’interno di una stagione in cui la Sir ha tutto quello che serve per essere protagonista. E con un Travica così…

Jack, ultimamente si gioca a singhiozzo. Il penultimo turno è stato surreale con una sola partita disputata in Superlega…

“Eh sì. Il mio punto di vista su quanto sta accadendo è duplice. Non avere continuità, non poter progettare, non avere un calendario certo per programmare la preparazione atletica per arrivare al top in un certo momento della stagione, rende la situazione attuale un disastro. Anche per chi investe. Dall’altro lato, stiamo avendo a che fare con gente che muore, che si ammala. Bisognerebbe mettere da parte le lamentele”.

Secondo lei è giusto proseguire o sarebbe meglio fermarsi?

“Lo sport, come anche il lavoro, deve andare avanti. In sicurezza, ovviamente. Nello sport si dovrebbe adottare il sistema americano, fare una bolla con la possibilità di giocare in  tre o 4 stadi, in 3 o 4 palazzetti. So che andare in ritiro prolungato sarebbe un sacrificio per i giocatori, ma se vogliono continuare ad avere il loro stipendio ed a performare, qualcosa va fatto. Molti atleti che magari ora sono all’apice, rischiano di perdere dei momenti cruciali delle loro carriere che poi potrebbero non ripresentarsi. Il campionato non lo fermerei. Lo sport ha un valore sociale enorme. La gente ha bisogno di vedere le partite”.

Il Covid-19 quanto sta condizionando il campionato?

“Tantissimo. Non tutti hanno una struttura tecnica, organizzativa, emotiva per gestire al meglio la situazione attuale che è chiaramente anomale. C’è chi traeva energia nel giocare davanti a seimila persone ed ora non è più così. Vale comunque anche il discorso inverso. C’è chi rende di più proprio perché i palazzetti sono vuoti e c’è meno pressione”.

Proviamo a parlare di volley giocato. Cosa l’ha colpita della Sir fino ad ora?

“L’estrema concretezza della squadra. E’ lineare, c’è un’equa distribuzione, gioca bene con i centrali, coinvolge gli attaccanti. E poi, Heynen la rende fortissima a muro-difesa. L’impronta del coach è evidente. Mi ha anche colpito molto un giocatore”.

Chi?

“Travica. So che non avrebbe minimamente subìto il confronto con De Cecco. So bene quanto sia forte di testa. Tecnicamente mi sta piacendo molto”.

Dove può migliorare, Perugia?

“Nell’equilibrio tra il servizio e gli errori che commette dai 9 metri. Lo dico un po’ a sensazione. Se si riesce a mettere pressione all’avversario non solo con i punti diretti ma con pochi errori, questo è un aspetto che può fare la differenza, anche perché si costringe la squadra avversaria a guadagnarsi sempre il punto”. 

Il rientro di Atanasijevic cosa potrà rappresentare?

“Sarà solo un bene. Si avrà una risorsa in più, di altissimo livello e di qualità”.

Che Superlega è stata fino ad ora, e come se l’immagina?

“Al momento, la Sir e la Lube meritano di giocarsi tutti i trofei. Mi aspetto una crescita molto importante da parte di Trento. Un upgrade di Modena. Mi piace molto Milano, gioca bene, sono colpito da Sbertoli e Ishikawa. E’ un gruppo equilibrato. Ai playoff o nei momenti delicati è un squadra rognosa da affrontare".