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Sir volley, la ricetta di Travica: "Miglioriamo in battuta"

travica e heynen Foto: foto benda

Il regista di Perugia positivo al Covid: "Sto meglio, non vedo l'ora di tornare. Devo crescere a muro"

Carlo Forciniti
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Leader in campo e a parole. Il Covid-19 ha frenato solo momentaneamente Dragan Travica ed una Sir che, secondo il regista bianconero, saprà compattarsi ancora di più e proseguire sulla scia di quanto fatto fino ad ora. Senza alcun alibi. 

Come vive questo momento?

“I primi giorni non sono stati molto facili. Il virus si è fatto sentire. Ora sto molto meglio. Speriamo che arrivi il tampone negativo al più presto anche se ci sarà da aspettare”

Com’è l’umore all’interno dello spogliatoio?

“Ovviamente non è il massimo ma ci sentiamo più volte al giorno, cerchiamo di farci compagnia”.

Da certe avversità come accaduto alla Sir, posso nascere i famosi patti nello spogliatoio. E’ successo anche a voi?

“Le motivazioni non mancano e non mancheranno ma noi andiamo oltre a queste cose. Siamo appassionati, professionisti, continueremo a dare il massimo. Come lo abbiamo dato anche prima. Non mi piace fare proclami. In ognuno di noi c’è la voglia di guarire, vogliamo tornare a giocare e farlo bene. Il Covid ci ha fermato, dispiace ma non possiamo stare troppo a ragionarci su. Cercheremo di tornare in forma il prima possibile. Inutile piangersi addosso. Con pazienza ed unità d’intenti andremo avanti”.

I recenti rinvii in Superlega possono rischiare di falsare o comunque di condizionare il campionato?

“No, credo di no. Siamo tutti sulla stessa barca. Potevamo aspettarci che sarebbe stato un campionato a singhiozzo. Con il Covid c’è la possibilità di rinviare le gare. Spero solo che bastino le date ma il campionato non sarà falsato. Tutti avremo un problema in più da gestire e risolvere insieme. Se si pensa che il torneo possa essere falsato si creano degli alibi. Dobbiamo cercare di non mollare e di finire il campionato”.

Quali aspetti del gioco la stavano convincendo di più?

“Nella fase muro-difesa abbiamo costruito una buona sicurezza. Sul cambio palla abbiamo tenuto sempre un livello abbastanza costante. Due aspetti importanti per provare a vincere. Inoltre, fino ad ora mi è piaciuta molto l’intensità mentale, siamo sempre rimasti sul pezzo anche quando non stavamo giocando alla grande”.

Dove sente che Perugia debba migliorare?

“Direi in battuta che è ancora un po’ incostante. Ha funzionato a sprazzi”.

Parlando di lei, come giudica il suo impatto nella Sir?

“Sono contento, ma ritengo di poter migliorare in tante cose. Mi piacerebbe alzare l’asticella a muro, un fondamentale che ultimamente non mi sta dando grandi soddisfazioni.. In battuta ho avuto qualche acciacco fisico che non mi ha fatto dare il 100% nelle ultime 3-4 partite”.

Dà la sensazione di essere un leader. Si riconosce in questa definizione?

“Mi viene naturale cercare di essere un uomo che in campo parla molto. Cerco di gestire situazioni anche morali. Ha fatto sempre parte del mio essere. E’ un po’ il compito che si aspetta da me la società, il presidente, l’allenatore ed i compagni”.

Che idea si è fatto di coach Heynen?

“E’ molto originale. Ha dei metodi di lavoro un po’ diversi dai soliti. E’ un allenatore che punta molto sulla prestazione e sulle caratteristiche psicologiche che può aver un gruppo. E’ un allenatore estremamente esigente, è difficile stargli dietro ma è stimolante”.

Qual è la squadra da battere in Superlega?

“Trento sulla carta è una bellissima squadra. Arriverà ai suoi livelli. La Lube ha campioni che possono cambiare le partite. In generale il campionato italiano è sempre molto ostico”. 

Scudetto o Champions League. Cosa sceglierebbe?

“No dai, non dico niente”.