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Il Gubbio e le cinque sostituzioni, ma Torrente chi fa entrare?

Il tecnico del Gubbio, Vincenzo Torrente

Il tecnico contro il Modena ha solo 11 titolari, in panchina tutti baby della Berretti

Luca Mercadini
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Domenica si parte. Ecco la nuova serie C e le nuove regole. A cominciare dalle cinque sostituzioni nella stagione delle rose ristrette a 22 giocatori. A Gubbio la prima domanda da porsi è semplice, semplice. Ma quel “poveraccio” dell’allenatore come farà? Gomez, leader dell’attacco non ci sarà, Signorini uomo di punta della difesa nemmeno. Entrambi appiedati, colpiti dalla scure del giudice sportivo dalla scorsa stagione. Niente da fare nemmeno per il romanista Zakaria Sdaigui, ai box per infortunio. Torrente ha 11 giocatori contati e, salvo nuovi arrivi da qui a domenica, non ci sarà molto da sbizzarrirsi per capire l’undici titolare. Cucchietti tra i pali, difesa a quattro con Formiconi, Uggè, Ferrini e Migliorelli. Centrocampo: Malaccari, Megelaitis e Sainz Maza. Attacco: De Silvestro, Pellegrini e Pasquato. Punto e stop, al di là di particolari alchimie e pretattiche che, evidente, non hanno modo di esistere in una rosa ridotta all’osso. Ma eccoci alla panchina. Secondo portiere il baby ex Roma, Zamarion. Con lui il terzo frutto del vivaio eugubino, Elisei. In difesa ci sono Daniele Sorbelli, Matteo Bontempi e Lorenzo Giacometti. A centrocampo Gianfilippo Gaia e Federico Ruggeri, davanti Pietro Ceppodomo. Tutti ragazzi da elogiare per l’impegno e sicuramente di prospettiva. Tutti giovani che dal primo giorno di ritiro non hanno lesinato impegno e volontà con alcuni di loro capaci di distinguersi anche per qualità tecniche oltre che morali. Ma tutti giovanotti di 17-18 anni che mai hanno conosciuto la rudezza del campionato di serie C. Sarà questo il Gubbio che domenica affronterà il Modena (squadra ambiziosa e probabilmente tra le più attrezzate) oppure la cessione dei vari Cinaglia, Filippini, Konatè, El Hilali, Bangu e Munoz porterà a qualche ingresso (Lovisa e Gerbi in rampa di lancio) in modo da corroborare una rosa ridotta all’osso e far tornare, così, il sorriso a Vincenzo Torrente?