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Schwazer, il perito del gip: "Dna nelle urine non è umano". L'ex atleta: "Ora voglio il mandante della manipolazione"

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"La concentrazione del Dna nelle urine non corrisponde a una fisiologia umana e i dati confermano quindi un’anomalia". Le parole sono di Giampietro Lago, perito nominato dal gip del tribunale di Bolzano e comandante del Ris dei carabinieri di Parma nell'udienza dedicata all'incidente probatorio nel caso che riguarda la seconda positività al doping del marciatore altoatesino Alex Schwazer. Decisamente una svolta clamorosa sulla vicenda che di fatto ha posto fine alla carriera del marciatore, nel peggior modo possibile. Lago ha inoltre sottolineato la mancanza di un legame fra super allenamento e innalzamento dei valori di Dna, considerata una delle spiegazioni possibili per i livelli molto alti registrati nell’urina di Schwazer. "La manipolazione c’è stata, il problema è dimostrarlo e poi in un secondo momento scoprire chi è stato il mandante. Quattro anni fa siamo partiti alla ricerca della verità e ora siamo a buon punto. Ogni volta che si va avanti si scopre qualcosa in più", ha commentato l'ormai ex atleta.