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Trionfo Bacosi: "Totti e Buffon i miei idoli"

Diana Bacosi

Luca Mercadini
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Diana Bacosi il giorno dopo. Dopo la proclamazione di atleta umbra dell'anno secondo il referendum indetto dal Corriere dell'Umbria che l'ha vista prevalere su Danilo Petrucci, Laura Giombini, Serse Cosmi, Andrea Santarelli, Diego Falcinelli, Massimo Barbolini e Ivan Zaytsev, gli altri finalisti, con 16.024 voti. "Contenta e onorata è dire poco - spiega Diana - e debbo dire anche un po' sorpresa, perché a un certo punto pensavo di non farcela più. Durante le feste di Natale ho chiamato a rapporto amici, parenti e colleghi invitando a votare. Alla fine, il passaparola è stato determinante. Una bella lotta con tanti nomi importanti dello sport". Come a Rio anche questa volta un duello tutto al femminile… "Sì, credevo che vincesse Laura Giombini, invece alla fine sono arrivati tanti voti e per me si tratta della prima volta. Ho ricevuto molti premi dopo l'oro olimpico, questo deciso dai lettori è il primo". Dicevi dei riconoscimenti di questi mesi, il più importante? "Il Collare d'oro del Coni il più prestigioso, ma tutti hanno un loro fascino, a cominciare da quelli dei comuni di Città della Pieve dove sono nata, di Cetona dove abitano i miei genitori e di Pomezia dove vivo dal 2007". E' andata male, invece, con la Gazzetta dello sport… "Alla fine è comunque arrivato un terzo posto e a vincere è stata Tania Cagnotto, non una qualunque…". A proposito di Collare d'oro, chissà quale emozione quando il presidente del Coni Malagò te ne ha fatto omaggio… "Altro che, sensazioni uniche. Una persona straordinaria, trasmette una grandissima energia e tanta gioia a tutti noi sportivi, oltre ad essere un ottimo dirigente". Ma Diana Bacosi ha un campione di riferimento nel mondo dello sport? "Amo follemente come persona e atleta, Francesco Totti. Lo seguo sempre con grande attenzione, molto umile: la famiglia, la casa e gli affetti personali sono sempre sopra ogni altra cosa. Queste le qualità che deve avere un vero campione". Quindi abbiamo capito che sei tifosa della Roma… "No, assolutamente. Non so nulla di calcio e non seguo le squadre, mi piacciono solo le persone per quello che sono e i valori che trasmettono. E oltre a Totti…". Prego… "Gigi Buffon. L'ho conosciuto a Roma durante la cerimonia di premiazione del Coni. Mi ha voluto conoscere". E poi? "Mi ha detto che aveva seguito la finale con la Cainero in diretta e si era emozionato nel vedere due donne italiane, due amiche che si contendevano l'oro. Si era immedesimato nella sfida pensando alle sue prestazioni e a quello che può capitare nello sport quando si trovano di fronte due persone che si stimano e si conoscono da tempo, ma una sola può vincere". Il messaggio più bello ricevuto dopo l'oro olimpico? "Il più divertente me lo ha spedito l'amico e collega Emanuele Fuso, umbro anche lui, nell'Esercito con me alla Cecchignola: in dialetto spellano ha scritto: "hai finito lu giocu...". Oltre al tiro a volo c'è un altro sport nella vita di Diana Bacosi? "Seguo il basket ma solo perché lo pratica mio figlio Mattia che gioca nel giovani del Pomezia, anche se l'altro giorno mi ha detto che vuole cambiare e passare al calcio a 5. Peccato, proprio ora che cominciavo a capire qualcosa di pallacanestro…". Il tuo rapporto con l'Umbria? "Il mio cuore è in questa regione. Qui sono nata, qui ho mosso i primi passi nel tiro a volo, qui vive Stefano Sebastiani, ternano, il mio primo maestro. E poi la maggioranza dei miei amici è umbra, senza dimenticare che i miei genitori vivono a Cetona, a 7 km da Città della Pieve". Scaramanzia e tatuaggi… "No, niente. Ho solo comprato una collana con i cerchi olimpici che fa… pendant con il Collare d'oro". Torniamo al tiro a volo. Il futuro della disciplina? "Ottimo, visto anche l'incremento di tesserati grazie all'effetto olimpico con tanti ragazzi che hanno deciso di avvicinarsi a questo sport, mentre i genitori mi sembrano ancora un po' timorosi". E un giovane che può fare strada nel tiro a volo? "A parte Rossetti che ha già vinto a Rio, dico Tammaro Cassandro, bravissimo nello Skeet. Se continua così lui a Tokyo ci va sicuro". Un'amica del cuore? "Chiara Cainero (argento a Rio in finale contro Diana, ndr), mi dà sempre, ci diamo sempre tanti consigli. Ci alleniamo insieme, ci confrontiamo sulle varie tecniche di tiro". E ora i primi severi impegni del nuovo anno. "Mi sto preparando per la prima prova di Coppa del Mondo in programma a fine febbraio in India, a Nuova Delhi. Di tempo ce n'è ancora tanto, ma bisogna allenarsi per bene". Anche perché l'apertura sarà con il nuovo regolamento..."Gare più dure in semifinale e finale, dove però varrà il punteggio di qualificazione. Una novità giusta che abbiamo a lungo inseguito e che ora sperimenteremo direttamente sul campo" . Con il nuovo fucile in dotazione…"Il mio sponsor Beretta lo vuole testare. Ha caratteristiche tutte particolari che si dovrebbero adattare bene per i nuovi regolamenti". Diana Bacosi, 34 anni, sarà premiata nei prossimi giorni nel corso della cerimonia organizzata dal Corriere dell'Umbria con un orologio offerto dallo sponsor di Campionissimo 2016, Gioiellerie Bartoccini e con una scultura in ceramica opera del maestro Giampietro Rampini.