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Juventus, il ribaltone in 24 ore: i motivi della svolta e i retroscena. I cambiamenti dirigenziali sono rinviati?

I cambiamenti riguardanti Paratici, la promozione di Cherubini e l'arrivo di Braida: tutto a fine mercato secondo il Corriere della Sera. Quasi pronto il nuovo staff di Pirlo

Nicola Uras
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Eliminazione dalla Champions League, esonero dell'allenatore, ufficializzazione del sostituto. Tutto in meno di ventiquattro ore. Succede nella Juventus, il club di calcio che in Italia storicamente non ha quasi mai avuto rivali - era Berlusconi nel Milan a parte - ma che in Europa non riesce a imporsi. Questione di Dna, forse. Che il club ha provato a cambiare l'estate scorsa affidandosi all'allenatore italiano che meglio conosce quel tipo di calcio - "europeo" - che solitamente premia in Champions. Cambiare tecnico, a certi livelli non basta, occorre anche creare un gruppo che "parli" la stessa lingua o che sia disposto a imparare un nuovo linguaggio.

Il progetto Sarri si è incagliato subito, sin da quando ancora non erano iniziati gli allenamenti e aveva già incassato il no di Ronaldo a fare il centravanti. Poi l'infortunio di Chiellini che ha destabilizzato la difesa. In mezzo un mercato senza senso, con Dybala proposto a tutti e poi rimasto (per fortuna), gli arrivi inutili di Danilo e Ramsey per una rosa - alla fine - nel complesso logora fisicamente e mentalmente (vedi Higuain, Khedira e Douglas Costa). Poi le incomprensioni con lo spogliatoio ("Ma come ho fatto a perdere due scudetti contro di voi" urla tra il serio e il faceto durante un'amichevole estiva), qualche sfuriata sopportata dai big, quindi il rigetto "tecnico" che nel post lockdown ha fatto apparire la Juve stanca, sfilacciata. E dopo l'eliminazione dalla Champions il toscanaccio nato a Bagnoli è stato licenziato. Anche se le colpe non sono tutte sue. Anzi. Così la società prova a rimediare. Esonera  un allenatore di grande gavetta (Sarri ha iniziato in Seconda Categoria, salendo ogni gradino sino a vincere Europa League e Scudetto) e lo sostituisce con uno che non ha mai allenato. Andrea Pirlo è stato uno dei più grandi calciatori italiani della storia, ma che da tecnico deve scoprirsi completamente.

All'ex centrocampista non mancano leadership e carisma, il lavoro settimanale e la proposta di allenamento sono invece un'incognita grandissima (Baronio sarà il vice, Gagliardi il match analyst e anche Matri sarà nello staff). Servirà una società capace di aiutarlo e proteggerlo, come forse non ha fatto con il suo predecessore. Questione di feeling. In ogni caso servirà un mercato con idee chiare stavolta, capace di dare forza, velocità e freschezza alla rosa. Perché altrimenti anche Pirlo, il Maestro quando era in campo, avrà i suoi problemi a centrare gli obiettivi: la stella personale di Andrea Agnelli e la prima Champions. Il presidente vuole continuare a dimostrare di essere l'unico in famiglia a saper vincere. A proposito. sul fronte societario dopo le indiscrezioni e le smentite di sabato pomeriggio, il Corriere della Sera rilancia: secondo il quotidiano i cambiamenti riguardanti Paratici e la promozione di Cherubini (per il folignate balla l'ipotesi del ruolo di direttore generale) potrebbero essere solo rinviati alla chiusura del mercato e ipotizza anche l'arrivo di Ariedo Braida ex uomo mercato del Milan.