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Campionissimo 2016, Cosmi: "Stupirò ancora"

Lorenzo Fiorucci
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Anche per Serse Cosmi il 2016 è sicuramente un anno da ricordare, ricco di grandi emozioni, come quelle che trasmette quando allena e quando parla. E' il suo biglietto da visita. Prendere o lasciare. E l'Uomo del Ponte è stato scelto proprio per questo da tante società nella sua carriera. Anche il Trapani ha creduto in lui a marzo del 2015, quando lo ha chiamato al posto di Roberto Boscaglia per salvare la barca che stava andando a fondo. Cosmi prese la squadra da quintultima in classifica e con 19 punti conquistati in 12 partite (5 vittorie, 4 pareggi e 3 sconfitte), portò i siciliani alla meritata salvezza. A Cosmi viene riconosciuto il premio pattuito del rinnovo del contratto, che il tecnico perugino firmerà senza battere ciglio. Da questo scorcio di stagione nasce l'annata speciale, che ha portato Cosmi ad essere inserito nel lotto dei candidati al titolo di Campionissimo 2016, l'iniziativa del Corriere dell'Umbria. “Ringrazio il Corriere - dice Cosmi - la compagnia è davvero bella e dobbiamo essere tutti soddisfatti perché è il riconoscimento per qualcosa di importante fatto lontano dalla nostra Umbria”. Col Trapani Cosmi è arrivato ad un passo dal riconquistare la serie A. La svolta, il 22 febbraio 2016 con la vittoria per 2-0 al Curi, poi Il Trapani è inarrestabile. Nel girone di ritorno ottiene 44 punti, frutto di una serie impressionante: diciotto le gare senza sconfitte, 16 vittorie e 2 pari. I granata conquistano il terzo posto con 73 punti, nove in meno del Crotone, altro miracolo sportivo, secondo e promosso in A. Poi i play off. Vittorie in semifinale con lo Spezia per 1-0 e 2-0 e poi la finale, persa con il Pescara, sconfitta all'andata in Abruzzo per 2-0 in dieci e il pari per 1-1 al Provinciale con i tifosi siciliani in lacrime come Cosmi, consolato da Massimo Oddo, allenatore del Pescara. Un sogno si è spezzato così a un passo dal traguardo, ma resta l'impresa di una squadra che non era data per favorita. Poi il 2016 a Trapani di Cosmi, dopo la firma di un contratto biennale, non si è concluso nel migliore dei modi. La sua Audi prende fuoco e lui lascia per qualche giorno città e squadra. Ritorna ad allenare, ma dopo la partenza lenta, le cose non migliorano e la società lo esonera il 28 novembre, il Trapani è ultimo. Cosmi torna nella sua Balanzano, ma stupisce ancora con una lettera d'amore e di saluto (“non può essere un addio...” scriverà) per la città e i tifosi. “Sì, per fortuna, alle fine delle mie avventure in carriera, c'è sempre qualcosa di più del calcio. La regolarità l'ho vissuta solo a Perugia nei primi anni, poi, in altre realtà, non sono riuscito a dare seguito a imprese magnifiche e insperate. Ma io sono fatto così, cerco il coinvolgimento totale in tutto e se non si verificano queste condizioni, si ferma tutto. Ma io non mi fermo. Bisogna cancellare i grandi successi e le grandi delusioni, tolgono il senso della realtà. Sono pronto a stupire ancora e stupirmi. Comincerò a guardare tante partite, dalla A, alla Primavera, ai Dilettanti. E farò l'autista a mio figlio Edoardo che sta entrando nel mondo del calcio da osservatore. Mestiere che gli è sempre piaciuto, visto che guardava i filmati dei giocatori insieme ad Alessandro Gaucci già a otto anni e aveva più resistenza di me. A Trapani faceva parte di un pool di scout e ora cercherò di insegnargli questo mondo e soprattutto di fargli capire che per fare bene, deve avere sempre fame, come ce l'ho ancora io”.