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Juventus-Atalanta, due calci di rigore di Ronaldo regalano un punto d'oro ai bianconeri

Alberto Zanello
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La Juventus si salva due volte contro una Atalanta che supera a pieni voti il test per l'Europa. Due penalty di Cristiano Ronaldo regalano un punto d'oro (2-2) nella corsa verso lo scudetto alla Vecchia Signora. La Dea gioca un primo tempo in cui è superiore in tutto e per tutto sbloccando il risultato con Zapata.

Nella ripresa i bianconeri crescono e trovano il pari con CR7 dopo un tocco di gomito di de Roon su cross di Dybala. Entrambe le squadre provano a vincere complici i cambi di qualità da ambo le parti: un siluro di Malinovskyi a dieci minuti dalla fine sembra riaprire il campionato, ma proprio al 45' l'asso portoghese - che si porta a una sola rete dal capocannoniere Ciro Immobile, fermo a 29 gol - firma il 2-2 preziosissimo sempre su rigore che salva la Juve e Sarri da una sconfitta che avrebbe aperto processi e fiumi di critiche. Dal possibile meno sei gli orobici restano invece fermi a meno nove. Per lo scudetto è probabilmente finita, ma i lombardi escono dall'Allianz Stadium con la consapevolezza di non essere più una sorpresa ma una concreta realtà. La Vecchia Signora allunga sulla Lazio, distante otto lunghezze dopo lo stop con il Sassuolo, e mette un altro mattoncino verso il tricolore.

Dopo il blackout con il Milan la Juve ritrova dal 1' de Ligt e Dybala, ma neppure le due stelle riescono a evitare alla Vecchia Signora un primo tempo di sofferenza pura. In realtà gli unici lampi dei padroni di casa arrivano proprio quando la Joya ha il pallone tra i piedi: ma si tratta di azioni estemporanee frutto del talento dell'argentino e della sua condizione. E' la 'Dea' infatti a fare la partita, prima e dopo il gol realizzato al 16' da Zapata, imbeccato da uno splendido servizio di Gomez, bravo a far venire il mal di testa a un confuso de Ligt. La Juve pecca di brillantezza, non riesce ad accompagnare la manovra e a innescare le sue punte. E quando (spesso) la sfera è in possesso degli orobici, Bonucci e de Ligt fanno una fatica tremenda ad arginare uno straripante Zapata. L'unico difetto dell'Atalanta è quello di specchiarsi un po' troppo e non approfittare totalmente delle debolezze della capolista, messe a nudo dalla grande intensità del 3-5-2 disegnato da Gasperini.

Nella ripresa infatti la Juventus, ferita nell'orgoglio, entra in campo con ben altro piglio. Alza il baricentro, costringe gli ospiti a guardarsi anche alle spalle e non solo a correre verso la porta di Szczesny. E dopo pochi minuti la Dea capitola. Un cross di Dybala viene sporcato in area dal gomito di De Roon: Giacomelli non ha dubbi e concede il rigore che Ronaldo trasforma con freddezza. Nella mezzora finale inizia una nuova partita, frutto dei tanti cambi di qualità da una parte e dall'altra. I bianconeri approfittano del calo fisico dei lombardi e della spinta dei brasiliani Alex Sandro e Douglas Costa, entrati dopo il pareggio di CR7. Il match, con le squadre visibilmente lunghe, diventa una partita a scacchi. Sarri si gioca la carta Higuain, Gasperini cambia l'intero tridente inserendo Pasalic, Muriel e Malinovskyi. Proprio quest'ultimo pesca il jolly con un bolide da fuori area che si infila alle spalle di Szczesny. L'Atalanta accarezza l'impresa, la Juve ha le spalle al muro. Ma proprio al 45' un braccio largo di Muriel in area vale il secondo penalty. Ronaldo non sbaglia anche questa volta: la capolista si salva, lo scudetto prende la strada di Torino. Ma Sarri non può ritenersi soddisfatto dalla prova dei suoi ragazzi.