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Grifo, per diventare grande serve uno scatto in casa

Jacopo Barbarito
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Non è un brutto anatroccolo, ma ancora nemmeno un cigno. Questo Grifo è adolescente. Ecco la fotografia di Cristian Bucchi dopo il pareggio interno con il Trapani che ha rimandato il decollo definitivo del Perugia. Per un centinaio di secondi, dopo il vantaggio di Nicastro, i grifoni sono stati terzi in scia al Frosinone. Il gol di Coronado ha riabbassato la temperatura fino al settimo posto. Il margine sulla nona (+5) è comunque rassicurante. La prestazione, fra le mura amiche, è invece un piccolo campanello d'allarme. “Abbiamo voglia di crescere - ha precisato Bucchi -, non siamo ancora grandi”. Per prendere la “patente” del campionato cadetto, serve uno scatto in avanti tra le mura amiche. Era chiaro alla vigilia del match contro Cosmi, è ancora più chiaro oggi. Il Perugia ha l'undicesimo rendimento casalingo della categoria: 11 punti in 7 gare al Curi è il bottino totale con 3 vittorie, 2 pari e 2 ko. Sono state registrate prestazioni diverse e risultati diversi, non sempre specchio fedele di quanto visto in campo. In definitiva però la media a partita (1,57) porta a una sufficienza stiracchiata e per arrivare a quel “sei e mezzo” che il patron Santopadre ha scritto sulla pagella del primo trimestre è necessario aggiungere l'ottimo trend esterno (il terzo della B) con 12 punti in 7 giornate. L'allarme inizia a lampeggiare ripensando alla passata stagione. Altra storia, altra gestione, ma una tremenda difficoltà tra le mura amiche con 6 ko alla fine e una media punti (1,47) poco superiore alla zona play out. “Fuori casa - ha precisato Bucchi - non abbiamo assilli e giochiamo con più qualità. In casa, invece, arriva il Trapani e ci si aspetta chissà che. Siamo una squadra forte, ma non siamo obbligati ad ammazzare il campionato”. Servizio integrale a cura di Domenico Cantarini sul Corriere dell'Umbria del 15 novembre