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Play off Lega Pro: "Fantasia in attacco, corsa in mediana", così si vince

Toscano vuole i tre punti

Mimmo Toscano neo promosso in serie B con la Reggina inquadra la sfida tra Monopoli e Ternana

Luca Giovannetti
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"Dopo i pareggi contro Avellino e Catania per conquistare la promozione bisogna superare sfide impegnative contro squadre temibili, a cominciare dal Monopoli. Impresa complicata, ma non impossibile”. Domenico Toscano, reduce dal trionfale campionato con la Reggina, analizza il futuro prossimo della Ternana. “Valori strutturali dell’organico e competenza dell’allenatore e dei suoi collaboratori – spiega il tecnico calabrese – giocano a favore delle Fere, che da adesso in poi devono solo e soltanto vincere per coronare il proprio sogno. Del resto prima dell’auspicabile approdo alla final-four bisogna scendere in campo con un unico risultato a disposizione, peraltro da centrare entro il novantesimo”. 

 

Ma dopo la lunga sosta legata alla pandemia nessuna squadra è al top… 

“Vero, però il problema investe tutti e presumibilmente in misura maggiore chi è fermo da quattro mesi, come ad esempio il Monopoli. La Ternana arriva al match di domani con la fatica delle tre gare disputate tra finale di Coppa Italia e turni eliminatori dei play off ma con un discreto minutaggio nelle gambe. Invece Fella e compagni non dispongono dello stesso rodaggio, con tutte le incognite da questo derivanti a livello di condizione atletica e di meccanismi di gioco”. 

 

Come va affrontata sul piano tattico questa partita? 

“Ovviamente Fabio Gallo non ha alcun bisogno dei miei suggerimenti ed è in grado di preparare il match alla perfezione. I concetti base sono ritmi alti e capacità di evitare la prima aggressione avversaria, vincendo le seconde palle e attaccando con molteplici soluzioni offensive. Insomma, corsa e grinta in mediana e fantasia in avanti”. 

Prevedi i sistemi di gioco abituali per entrambe le formazioni? 

“Immagino di sì, almeno in avvio. Dunque per la compagine pugliese 3-5-2, che si trasforma in corsa in 3-4-1-2 con l’avanzamento a turno sulla trequarti di una mezzala, chiamata a dialogare sullo stretto con gli attaccanti. Dall’altra parte invece 4-3-3 flessibile, con gli attaccanti esterni in linea col centravanti oppure leggermente arretrati e magari a piede invertito. Ma in questa partita i tatticismi contano meno di concentrazione e abilità nello sfruttare gli episodi. E l’arma fondamentale si chiama intensità”.