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Ternana, i due progetti di Bandecchi per il nuovo Liberati

Tifosi in festa al Liberati (foto Principi)

Uno stadio da 22mila spettatori sopra il primo anello o sulle ceneri del vecchio impianto

Luca Giovannetti
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Quella di un nuovo “Liberati” moderno ed innovativo è tra le idee basilari nel quadro progettuale di Stefano Bandecchi circa il futuro della Ternana Calcio. Un futuro ambizioso, che nelle intenzioni del presidente rossoverde passa anche e soprattutto attraverso uno stadio al passo con i tempi.

Legge stadi

La sua realizzazione, come sottolineato in questi giorni dal patron livornese, dovrebbe collocarsi in un piano edilizio ad ampio respiro, attuabile secondo i criteri fissati dalla legge stadi, varata nel 2013, inserita nel patto di stabilità del 2014 e aggiornata nel 2017. Essa prevede procedure burocratico-amministrative semplificate per nuovi impianti sportivi con destinazione di uso per altre strutture, eccetto quelle di edilizia residenziale. Insomma alberghi, supermercati, palestre e così via, funzionali alla fruizione di tali impianti in una logica di equilibro economico-finanziario dell’iniziativa. Del resto nessun imprenditore affronterebbe investimenti ingenti, che nel caso di specie potrebbero superare i 35 milioni di euro, senza adeguati ritorni economici. Non a caso il patron della Ternana Calcio punta su una clinica medica (magari edificabile in zona S. Filomena, accanto al centro sportivo “Ternanello”) da 200 posti letto, per metà privati e per metà convenzionati col sistema sanitario nazionale. A quanto pare sarebbe vicino (condizionale doveroso) un accordo di massima con Palazzo Spada per le concessioni edilizie in attesa del placet del governo regionale, unico decisore in materia sanitaria. Placet che potrebbe arrivare a margine del piano di riorganizzazione dell’assetto umbro.

Studio di fattibilità

Pronto uno studio di fattibilità, che si trasformerebbe in un vero e proprio progetto esecutivo solo e soltanto in caso di “semaforo verde” a livello regionale per quanto concerne la struttura sanitaria. Ancora in piedi l’ipotesi di edificazione del nuovo "Liberati" sopra l’anello inferiore dell’impianto attuale, ma non sarebbe accantonata l’idea di una struttura completamente nuova da circa 20mila posti, con curve e tribune a una decina di metri dal rettangolo verde, in analogia con lo “Stirpe” di Frosinone. Ovviamente nel secondo caso i costi legati ad abbattimento e smaltimento dello stadio inaugurato nel 1969 renderebbero più onerosa l’operazione complessiva. Al momento però, malgrado le fortissime motivazioni della dirigenza rossoverde, siamo ancora in fase embrionale. Insomma, la palla passa a Palazzo Donini.