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PalaEvangelisti, ipotesi di tribuna retrattile

Alessandro Antonini
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Sono arrivati al PalaEvangelisti nei giorni scorsi alcuni tecnici comunali per verificare la compatibilità di un nuovo spazio tribuna. Non una tribuna fissa né mobile (smontabile). Ma una tribuna retrattile. Se a giugno questa ipotesi non era prevista, nelle ultime settimane palazzo dei Priori ha valutato l'ipotesi di inserire il progetto nell'ampio restyling che mercoledì 23 settembre passa in giunta. Un lavoro di 600mila euro, metà del Comune e metà della Regione. anche se i dissapori restano e il protocollo di intesa per l'erogazione dei fondi non è stato firmato. Però la tribuna retrattile - circa 500 posti che non inciderebbero sull'omologazione del palazzetto, che arriverebbe a 3.800 posti, sotto i 4mila - deve essere ancora valutata anche sul fronte delle procedure. Gli uffici stanno valutando se si tratti di posa in opera o di fornitura. Vexata quaestio che da anni attraversa il mondo degli appalti. Nel primo caso - per il quale propendono gli uffici comunali - la procedura sarebbe molto snella. Nel secondo caso invece servirebbe la gara. La vera tenzone è ancora tutta politica ed è legata alla gestione. Sulla vicenda c'è da registrare l'intervento del segretario regionale Pd Giacomo Leonelli e della consigliera regionale democratica Carla Casciari. "Ci ha lasciato perplessi fin da subito - spiegano Leonelli e Casciari - la polemica sull'ammodernamento e sulla gestione del palazzetto, tenuto conto che la città di Perugia e l'Umbria non potevano permettersi di perdere una realtà sportiva come la Sir Safety Conad Perugia. Quando in Regione decidemmo per un intervento straordinario e inusuale come la copertura di 300mila euro per l'adeguamento del palasport (pari a ben il 50% dell'importo previsto per disputare il prossimo campionato) qualcuno storse il naso dicendo che la gestione degli impianti era di competenza del Comune e che era fuori luogo che la Regione intervenisse con risorse straordinarie. "Lo straordinario argento olimpico della nazionale, guidata da ben 3 giocatori di Perugia su 6, dimostra invece - concludono Leonelli e Casciari - che a Perugia la pallavolo non è uno sport come gli altri. Ed ecco che quel contributo straordinario per il palasport di Perugia, per quanto insolito e probabilmente non dovuto, non solo difende una nostra grande realtà sportiva, che senza un impianto adeguato sarebbe stata costretta probabilmente ad andarsene, ma investe sull'eccellenza di uno sport che deve inorgoglire tutta la nostra comunità, e rafforza in Italia e nel mondo l'immagine di un territorio che, per crescere, non può che promuovere se stesso".