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Santarelli verso l'Olimpiade: "La preparo potando i miei ulivi"

Foto di Antonella Mannara, dal sito www.andreasantarelli.it

Nicola Uras
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Ancora pochi mesi e poi la più grande avventura per un atleta diventerà realtà. Andrea Santarelli sarà l'orgoglio umbro alle prossime Olimpiadi di Rio de Janeiro. Il talentuoso spadista di origine folignate, cannibale di medaglie nelle categorie giovanili, ha in tasca il pass per la prova a squadre mentre è in piena lotta con gli altri azzurri anche per rappresentare l'Italia nella prova individuale. Allora Andrea, come procede il suo avvicinamento alle ormai imminenti Olimpiadi in Brasile? “Ora bene. Sto svolgendo sedute atletiche faticose. Ho ripreso ad allenarmi da poco perché avevo deciso di staccare per un paio di settimane e allentare un po' la pressione. Mi sono rifugiato nella campagna che amo tanto e ho potato gli ulivi a Norcia e Gualdo Cattaneo. I terreni erano dei miei nonni che li hanno lasciati a mia mamma e ora... ci penso io. Mi diverte ed è uno svago anti stress fondamentale”. La scelta di preparare l'appuntamento olimpico con il Club Scherma Foligno nasce quindi dall'esigenza di stare tranquillo a casa...“E' una decisione che avevo già preso prima di avere la sicurezza di fare parte dell'Italia per Rio. Stare a Foligno mi regala una grande serenità mentale, nel mio sport conta più la mente del fisico e la concentrazione si costruisce mese dopo mese. Qui ho la mia famiglia, le persone che mi vogliono bene, tutti gli amici. Per me è perfetto”. Ci racconta la sua giornata tipo attuale? “La sveglia suona alle 8,40, la mattina svolgo un intenso allenamento atletico mentre nel primo pomeriggio riposo sino alle 16. Poi mi distraggo un po' e alle 18,30 mi aspettano due ore e mezza di tecnica e assalti in pedana. Poco prima della mezzanotte spengo la luce. E il sabato non esco...”. Oltre a lavorare per la prova a squadre si sta allenando anche per strappare la qualificazione per quella individuale. Come è la situazione? “A livello di squadra abbiamo ottenuto il pass olimpico nella prova di Coppa del Mondo di Heindenhem, in Germania. Ma dobbiamo cercare di migliore il ranking olimpico, cioè la classifica data dai risultati dell'ultimo anno solare. Siamo secondi insieme alla Francia e a una manciata di punti dall'Ucraina, le due avversarie più forti e con le quali probabilmente ci contenderemo le medaglie. Arrivare in Brasile con il primo posto ci garantirebbe un cammino agevole sino alle semifinali. Per quanto riguarda l'individuale ancora non sappiamo quando terminerà la scadenza per la qualificazione... Anche questo è un aspetto che contribuisce ad alzare il livello di stress perché non sai dove puoi andare a prenderti i punti che servono. Credo che i prossimi due appuntamenti, il test event a Rio de Janeiro (dal 22 al 24 aprile, ndr) e il grand prix di Parigi (dal 20 al 22 maggio, ndr), saranno decisivi. A parte Garozzo che ha già la sicurezza del posto, per gli altri due ci siamo io, ma sono un po' attardato, Pizzo e Fichera”. Prima di Rio ci sono anche i campionati nazionali e l'Europeo. Passaggi intermedi essendo questo l'anno olimpico oppure ha aspettative importanti? “Dipende se mi qualifico all'individuale in Brasile. L'anno scorso non ho fatto bene all'Europeo e quindi ci tengo al riscatto. Il passaggio agli assoluti (i senior, ndr) è stato molto difficile, ho quasi avuto un trauma. Il livello è davvero altissimo. Con il maestro Gnisci e il preparatore Palini abbiamo dovuto alzare i ritmi”. Cosa rappresenta l'Olimpiade per lei? “E' il sogno di quando ero bambino. Da piccolo pensavo fosse scontato arrivarci, invece solo ora ho capito quanto sia difficile esserci. Non vedo l'ora arrivi...”. Quando ha capito che la scherma poteva diventare più di uno sport praticato solo per divertimento? “Al momento dell'ingresso in polizia, tra i 17 e i 18 anni (Andrea infatti fa parte delle Fiamme Oro, ndr). Quando qualcuno ti sceglie per uno stipendio scatta una molla e capisci di essere arrivato a un livello diverso, parliamo di passione che si evolve in professionismo”. A social network come è messo? Li utilizza con piacere? “Uso Facebook, Twitter e Instagram. Ma il minimo indispensabile. Sinceramente non mi piace raccontare la mia quotidianità, però il mio procuratore mi sprona a utilizzarli e allora mi sto applicando. Li utilizzo soprattutto quando sono in qualche competizione ufficiale, pubblico in particolare qualche foto. Ho avuto subito un grande riscontro e tanti like nei vari post. E poi può essere utile per trovare qualche sponsor che... non guasta mai.”. Di sicuro non mancherà il tifo della sua regione: Andrea Santarelli può entrare nel ristretto gotha dei medagliati umbri.