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Serse Cosmi: "E' dura tornare al Curi da avversario"

Domenico Cantarini
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"Mi piace ricordare che la mia prima partita è stata un Perugia-Prato al Santa Giuliana nel 1967. Ho visto il primo gol di Walter Sabatini nella stagione 1973-74, c'ero contro il Novara nella festa promozione, c'ero a dare la medaglia a Guido Mazzetti quando andò via, c'ero a Foggia per lo spareggio. Se svesto i panni dell'allenatore il tifo per il Perugia non me lo può togliere nessuno. Mi rende più orgoglioso dei risultati ottenuti". In queste parole c'è tutto il cuore calcistico del passionale Serse Cosmi. Ecco perché "tornare a casa è sempre bello, ma il Grifo è l'unica squadra che non vorrei mai affrontare". A oltre 10 anni distanza dall'ultima e unica volta, il 2-2 che strappò alla guida del Genoa nell'ottobre 2004, Cosmi torna al Curi da avversario, sabato, con il suo Trapani. Che effetto le fa? "E' più difficile di allora, col Genoa fu subito dopo la mia partenza. Oggi è emotivamente più complicato. Non è facile, rientrare lì sarà dura. Lo devo fare e lo farò". Come arriva il suo Trapani alla gara? "Sto ancora smaltendo la vittoria con il Lanciano perché è stata vitale. Peccato che la settimana decisiva della stagione sia quella in cui abbiamo più defezioni. Dopo questo successo non possiamo dire di stare sereni ma di certo siamo un po' più tranquilli. Speriamo di fare bella figura e proporre un buon calcio, come c'è successo spesso in casa e meno in trasferta". Che Perugia si aspetta? "E' dentro ai play off, ha tutto per giocarli e da protagonista. Ovviamente mi aspetto una squadra che vuole vincere: ha i giocatori, e un gioco, in grado di fare la differenza. Se non parlassi del Perugia, direi che è una partita complicatissima". Però conosce molti segreti di questo Grifo, no? "E' vero, l'ho visto tante volte ma questo è un problema. Quando un allenatore conosce bene l'avversario spesso perde. Se si vuole fare un dispetto a un tecnico avversario (sorride, ndr) basta dirgli la formazione il giorno prima". Quanto valgono i tre punti? "Storicamente in B, questa con il turno infrasettimanale, è la settimana decisiva. Bisogna tirare fuori tutte le forze, recuperare energie. E le sconfitte non aiutano mai a recuperare prima". Camplone ha svelato che vi siete parlati spesso prima che lei andasse a Trapani, cosa vi siete detti? "Per il rapporto che abbiamo, e soprattutto per il rispetto e il valore enorme che merita per me l'allenatore del Perugia, mi son permesso di tranquillizzarlo perché stava facendo un bel lavoro. E' stato un grande, non è facile stare zitti e venire fuori da quello che ha passato a un certo punto. E' lì che ha dimostrato, a dispetto di quello che dicevano gli altri, di meritare la panchina d'oro. E' diventato definitivamente allenatore. Sono situazioni che possono annientare un tecnico, ne è venuto fuori alla grande e quel momento l'ha migliorato tantissimo. Non dico ora di aver un giudizio diverso, ma sicuramente migliore. Si è rimesso sulle spalle tanta pressione e ha parlato con i risultati sul campo". E qual è il suo pensiero su Santopadre? "In perugino si dice che è 'una persona sveglia'. Sa ciò che vuole e dove vuole arrivare, ha dato a Perugia la competitività necessaria, quella che richiede la gente. Il Perugia non può non essere competitivo in nessuna categoria, A compresa". Se dovesse trovare una caratteristica simile a Gaucci? "Mi verrebbe da dire solo la romanità, sono persone di due momenti del calcio diversi. Però sono due tosti e in alcune situazioni ho rivisto il Gaucci che ho conosciuto, soprattutto quando vuol far capire quello che sta facendo. I perugini a volte si dimenticano ed è bene ricordarlo. E poi è anche simile il rapporto che ha Santopadre con Camplone, può sembrare conflittuale ma è comunque diretto. Esprime le proprie gioie e i propri disappunti mettendo a volte l'allenatore in fibrillazione, ma è meglio questo dell'ipocrisia che si vede spesso nel calcio". Tornando a sabato, che gara s'aspetta? "Credo sia una cartina di tornasole per tanti miei ragazzi che vengono a giocare in uno stadio vero, con un pubblico di alto livello e con entrambe le squadre che hanno obiettivi importanti. Il contesto è da serie A e l'unico mio timore è che non abbiano la forza di affrontare un avversario che non è di questa categoria". Il grifone che teme o le piace di più? "Per me il Perugia è Falcinelli. L'ho visto crescere a casa mia, è perugino e gioca, nel bene o nel male, con qualcosa in più dentro. Questo è l'aspetto affettivo, sul piano tecnico l'organico è pieno di giocatori bravi. E son contento che manca Faraoni (squalificato, ndr) perché è forte". Ci sarà tutta la famiglia Cosmi al Curi? "In realtà mio figlio Edoardo è a Tenerife. Per lui sarebbe stato un problema perché segue il Perugia in curva e in trasferta, credo che strategicamente (sorride, ndr) sia andato in vacanza". Immaginiamo che il suo telefono sia molto bollente in questi giorni.. "Ricevo tanti sms e il più gettonato è: 'Dai Serse, non fa' 'l cojone'...". Tirando le somme, Cosmi sabato viene a Perugia per…? "Giocare una bella partita". E le emozioni saranno tante.