Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Gubbio, Notari: "Con la riforma del calcio noi puntiamo alla serie B"

Luca Mercadini
  • a
  • a
  • a

“La riforma in Serie C è necessaria e non più rimandabile, ma bisogna dare a tutti la possibilità di organizzarsi. Sono ancora più chiaro: se dalla stagione 2021-2022 la Serie B sarà davvero composta da 2 gironi a 20 squadre il Gubbio quest'anno lo costruiremo per recitare un ruolo da protagonista”. Parole del presidente Notari. Per puntare a essere una delle squadre che arriverà in Serie B, giusto? “Sì, mi piacerebbe provarci”. Con Torrente e Giammarioli ha già iniziato a parlare? “Mi sento con loro quasi tutti i giorni. Tra una settimana dovrei incontrare il direttore sportivo e poi convocare Torrente, che è tornato a Genova ed è pronto a scendere a Gubbio dopo la mia telefonata. Con loro vedremo il da farsi”. Programmazione e tempi rapidi, questi gli ingredienti della ricetta rossoblù? “Sì, non voglio perdere tempo. Cercare di fare bene e subito”. Conviene anche dal punto di vista economico, no? “Certamente, è una legge di mercato”. In questa ipotesi di riforma però non c'è soltanto il paradiso della Serie B allagata, ma c'è anche una parte bassa: chi non riuscirà ad entrare nei due gironi della Cadetteria si ritroverà in una Serie C che qualcuno ha voluto addirittura avvicinare a una sorta di semiprofessionismo. Che dice su questo? “Che non mi interessa. Voglio dire che se posso provo a salire, provo a guardare in alto”. Ma nell'ipotesi peggiore lei resterebbe alla guida del Gubbio o passerebbe la mano? “Passare la mano? È una cosa che non mi piace e in ogni caso è impossibile parlarne ora. Vedremo in quel momento, ma spero e farò di tutto per non far arrivare mai quel momento”. Lei infatti ha sempre detto di essere ambizioso. “Mi piace vincere. Sono stufo di spendere soldi per salvarmi l'ultima giornata. Da sette anni sono alla presidenza di questo glorioso club e voglio provare a divertirmi”. Il tecnico Torrente ha detto fin dal primo giorno del suo arrivo a Gubbio di essere tornato per provare a riportare la squadra dove l'aveva lasciato. Condivide questo tipo di ragionamento? “Assolutamente sì. Bisogna però stare sempre molto attenti e con i piedi ben saldi a terra. La voglia di fare bene c'è ma umiltà e serietà dovranno essere le nostre armi vincenti”.