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Rinasce la vecchia Tiberis e guarda solo ai giovani del posto

Luca Mercadini
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Niente più Tiberis Macchie, dalla prossima stagione si torna alla denominazione originale: Tiberis, stop. E' questa la prima, grande novità per il 2020/21 annunciata dal club che sta ripartendo dopo la pandemia con un progetto ambizioso, quello cioè di ricreare un settore giovanile come si deve e di rendere la Tiberis più umbertidese possibile dopo 116 anni di storia. A cercare di dare gambe al progetto c'è, tra gli altri, il direttore sportivo Moreno Pompei, vera anima del nuovo corso, che si divide tra prima squadra e vivaio. "La Tiberis vuole ripartire e vuole gettare le basi di un nuovo, forte settore giovanile - spiega Pompei -, un vivaio che negli ultimi tempi era stato letteralmente 'saccheggiato' e che conta ad oggi solo 30-40 piccolissimi". Sfumata la possibilità di collaborazioni con Agape e Monte Acuto ("ma che speriamo di avere come amici" spiega il diesse), Pompei e gli altri hanno cominciato a gettare le basi del progetto: "Possiamo farlo perché, l'estate scorsa, gente come Alunni, Rossi, Tifi e Tulipani hanno fatto un grande lavoro e garantito un futuro al club, a loro dobbiamo sempre dire grazie. Ora però è arrivato il momento di crescere e di suscitare l'interesse di Umbertide attorno alla società; è per questo che verrà indetta un'assemblea pubblica per aprire le porte del club a quanti più umbertidesi possibile". Pompei sta già sistemando i primi tasselli nell'organigramma: "Sto cercando di portare in società dirigenti con esperienza e di coinvolgere quei personaggi che hanno 'traslocato' a Pierantonio con la speranza di formare un team coeso ed entusiasta. L'obiettivo dichiarato è quello di arrivare ad avere altri 70-80 ragazzi tesserati e di poter formare così tutte le squadre dagli Esordienti a scendere, per poi allargarci in futuro. Per il momento, abbiamo messo a punto le prime riunioni e sta prendendo forma lo Statuto del nuovo settore giovanile, che sarà una branca della Tiberis ma che, di fatto, avrà libertà decisionale. La Tiberis c'è e vuole tornare grande anche per la sua città. E' per questo che lavoriamo sodo tutti i giorni".