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Eccellenza Umbria, il Tiferno ribadisce: "Stop al campionato, noi in serie D"

Luca Mercadini
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Annullare, ripartire, dare valore alla classifica maturata allo stop; sono queste un po' le varie ipotesi. Anche in casa Tiferno 1919 si è ovviamente discusso di tutto ciò. Recentemente lo Spoleto ha proposto la promozione delle prime due, la Narnese invece di annullare tutto. Il Tiferno invece? Lo abbiamo chiesto all'avvocato Michele Bianchi, direttore generale del club. "Avremmo tanta voglia di ripartire anche per vincere il campionato sul campo, ma vista la situazione emergenziale e d'accordo con tutte le altre società, la riteniamo un'eventualità impossibile. Dal nostro punto di vista però sarebbe un delitto annullare in toto il campionato, giocato per oltre i 3/4, lo riterrei irrispettoso per tutti. Credo che promuovere almeno la prima non danneggerebbe nessuno: d'altronde, essendo primi, o il Tiferno o nessuno. Soluzione prospettata peraltro dalla maggior parte dei dirigenti e addetti ai lavori. Non comprendo tuttavia il motivo per cui pochi osteggerebbero tale soluzione dal momento che, non potendo più giocare, gli stessi non avrebbero comunque diritto a salire di categoria. Promuovere la prima, come richiesto peraltro dalle società di Serie B a scendere, rappresenterebbe il giusto premio per gli sforzi e sacrifici fatti. Qualcuno ha detto 'facciamo finta che abbiamo giocato per scherzo'... Non scherziamo davvero - sottolinea il diggì tifernate -, si è deciso di non ripartire perchè non ci sono le condizioni sanitarie per tifosi, tecnici, dirigenti e tifosi ed è assolutamente giusto privilegiare la salute, ma annullare tutto non avrebbe alcun senso. ". Qui comunque sembra complicato anche ripartire a settembre... "Io credo che abbia ragione Galliani (amministratore delegato del Monza ndr), ovvero ripartire a gennaio. Anche se ci fossero le condizioni sanitarie, non ci sarebbe tempo per mettere in sicurezza e neanche per programmare una stagione sportiva, considerando che di solito è proprio in questo periodo che la maggior parte delle società organizzano l'annata sportiva che verrà". Il vostro è un gruppo dirigente molto numeroso: come state vivendo questa quarantena? "Purtroppo è dallo stop che non ci si rivede. Il Tiferno è una famiglia e non ci si vedeva solo per le partite, ma anche per gli allenamenti, per incontri conviviali. La prossima settimana comunque ci 'ritroveremo', ma solo in videoconferenza, con tutto il direttivo". Stavate costruendo anche un grande settore giovanile: come pensate di ripartire? "Ora aspettiamo con pazienza la fine dell'emergenza; non vediamo l'ora di rivedere e ritrovare tutti i nostri ragazzi della Academy e del settore giovanile di cui siamo davvero orgogliosi. Abbiamo grandi progetti per loro, li riprenderemo prestissimo!"