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Ternana, l'ex Borgobello spiega come si deve fare per andare in serie B

borgobello

Luca Mercadini
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“Faccio parte del dream-team scelto dai tifosi delle Fere in un recente sondaggio on-line. Accanto a me ci sono Corrado Grabbi e Riccardo Zampagna, miei compagni di squadra nel 2000-01. Niente male…”. Massimo Borgobello sfoglia l'album dei ricordi legati alla Ternana, che si snodano da ottobre 1997 a giugno 2004, salvo la sfortunata parentesi semestrale di Venezia.   “Parliamo senza dubbio – spiega il bomber friulano – della pagina migliore della mia carriera. Del resto i numeri sono eloquenti…”   Nella tua prima esperienza in rossoverde  26 gol, nella seconda 48. Dati impressionanti, che fanno di te il centravanti più prolifico del dopoguerra, il secondo in assoluto dopo l'istriano Giuseppe Ostroman…   “Ne sono fiero. E conservo immagini nitide dei 6 campionati e mezzo disputati a Terni”.   Le prime che ti vengono in mente?   “Giugno 1999, doppietta contro la F. Andria e vittoria-salvezza in un Liberati gremito. Ricordo bene il caldo impressionante, la grande gioia per il gol con cui sblocco il risultato, l'estrema preoccupazione dopo il momentaneo pareggio di Matjaz Florijancic, l'irrefrenabile felicità dopo la seconda rete. E non dimentico la doppietta contro l'Empoli di settembre 2000, in una gara vinta 2-0 malgrado la doppia inferiorità numerica legata alle espulsioni di Fabrizio Miccoli e del sottoscritto”.   E il gol decisivo realizzato a Siena?   “Aprile 2013, vinciamo in 10 dopo l'espulsione di Gianluca Grava e il rigore parato da Matteo Mareggini a Stefano Ghirardello. Segno prima dell'intervallo e a fine gara esulto sotto la curva dei nostri tifosi”.   Pur vivendo a Roma con la tua compagna e con vostra figlia segui ancora la Ternana?   “Ogni volta che torno a Terni per incontrare i miei primi figli mi reco allo stadio. Per interesse professionale, visto che faccio il procuratore, ma soprattutto per le meravigliose emozioni vissute con le Fere”.   Che al momento non conoscono il proprio destino…   “Come l'intero calcio italiano. Del resto fino al Consiglio Federale di venerdì navighiamo a vista”.   Il tuo auspicio?   “Spero che il pallone riprenda a rotolare al più presto, ovviamente a porte chiuse e nel pieno rispetto dei protocolli sanitari. Esistono i margini per completare la stagione, perfino tornando in campo a fine agosto. E in C mi sembra doveroso disputare play off e finale di Coppa Italia per consentire alla compagine vincente di alzare un trofeo e di approdare come terza agli spareggi promozione”.