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Gubbio, Torrente lavora già per il futuro: prenotato un grande ex

Luca Mercadini
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Torrente è a Genova. Continua lì la sua quarantena fino al 3 maggio. Ragioni familiari lo hanno costretto a ritornare a casa. Ora va tutto bene e il tecnico di Cetara non sta certo con le mani in mano. Studia, si aggiorna, analizza filmati di partite del calcio italiano, europeo, internazionale. “Sto lavorando per voi” dice sorridendo rivolgendosi ai tifosi, alla società. Ha tanta voglia di fare bene: “Sono tornato a Gubbio per cercare di riportarlo dove l'ho lasciato dieci anni fa”. Ricordi, emozioni, sensazioni mai dimenticate dei due anni magici nei quali conquistò altrettante promozioni dalla C2 alla Serie B. E anche qualche aneddoto come quello fatto al giovane attaccante Bertinelli poco prima di giocare lo spareggio promozione dalla Serie C2 alla Serie C1 a San Marino. “Durante la riunione e tecnica - ricorda - gli consegnai una scatola del tipo di quelle che contengono gli scarpini da calcio, dicendogli che gliele aveva spedite il mio sponsor tecnico. Lui le aprì: dentro c'erano due pezzi di legno. Ristata generale, tensione annullata e poi tutti in campo a vincere il campionato”. L'amarcord finisce qui. Perché a Torrente piace ricordare il passato ma ama guardare avanti con ambizione. Per qualità dimostrate e campionati vinti avrebbe meritato maggiori soddisfazioni ma, come recita il vecchio adagio popolare, non è mai troppo tardi. E vuole riprovarci da Gubbio. “Vincere è stato bello - dice - rivincere lo sarebbe ancora di più. Ho grandi motivazioni, ho il fuoco dentro. Quando sono arrivato la società mi ha chiesto di salvare la squadra, se il campionato finisse adesso saremmo salvi”. Nel contratto ha una clausola del rinnovo automatico in caso di salvezza, e il prossimo anno gli "piacerebbe riportare il Gubbio in alto e 3mila, 5mila tifosi allo stadio". Non lo dice, ma sta preparando una lista di calciatori. Ha parlato, parla e parlerà con tanti calciatori. Tra questi, secondo indiscrezioni, ci sarebbe anche uno degli eroi della magica cavalcata verso la B: Silvano Raggio Garibaldi, che è l'attuale capitano del Como. “E' uno di quei ragazzi della C1 che hanno una chat sulla quale si sentono spesso tra di loro e con i quali - minimizzava tempo fa - mi sento spesso anch'io”. L'ultima frase è un messaggio preciso: “Adesso la cosa più importante è la salute e avere una parola chiara sul destino di questo campionato. Poi dico ai tifosi: sto lavorando per voi, per riscrivere tutti insieme e con la società una pagina importante della storia calcistica del Gubbio”. Cosa questa che piace molto anche al presidente Notari.