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Coronavirus e MotoGp, Valentino Rossi: "Non voglio smettere". Correrà anche nel 2021

Nicola Uras
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L'emergenza Coronavirus ha sconvolto i piani di tutti, compresi quelli di un nove volte campione del mondo. Prima che il Covid 19 iniziasse a dettare i tempi della vita di chiunque, l'idea di Valentino Rossi era quella di disputare cinque o sei gare e poi valutare la possibilità di continuare o meno. Scenario spiazzato dalla pandemia che ha praticamente stoppato ogni tipo di attività sportiva. Il motomondiale è fermo, non inizierà prima (eventualmente) del Gran Premio della Repubblica Ceca a Brno ai primi di agosto per una annata tutta da inventare e ricostruire (clicca qui). Nell'incertezza generale che circonda il circus, il Dottore riparte però da una consapevolezza. “Io voglio continuare ma ho dovuto prendere questa decisione senza gare - ha confidato in una chat organizzata da Yamaha - Il problema è che non ci sono Gran Premi e, a causa di questo virus, non possiamo correre. Quindi dovrò decidere prima di tornare in pista perché nella situazione più ottimistica possiamo correre nel corso della seconda metà della stagione, quindi speriamo per agosto o settembre”. Considerando che nel 2021 spazio nel team ufficiale di Yamaha non ci sarà (Fabio Quartararo è stato promosso e Maverick Vinales confermato per gli anni a venire), per il campione di Tavullia si dovrebbero spalancare con ogni probabilità i cancelli del team satellite Petronas. Anche se per l'ufficialità bisognerà attendere ancora. “Sono in una situazione difficile perché, come ho detto, la mia prima opzione è cercare di continuare - ha ribadito Rossi - Ho abbastanza motivazioni e voglia”. E poi un addio senza poter gareggiare un'ultima volta, qualora il campionato dovesse saltare definitivamente, non è contemplato da parte del pilota pesarese: “Non sarebbe il modo migliore per smettere”.