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Sir volley Perugia, l'addio di Podrascanin è strappalacrime

Luca Mercadini
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Luca Mercadini Era nell'aria e puntualmente è arrivato. Il saluto di Marko Podrascanin è giunto nel giorno di Pasqua. Ha scelto la festa, perché festoso è il suo commiato con Perugia e la Sir. Quattro anni di successi, in campo e fuori. Cinque trofei, il primo storico scudetto dei bianconeri, l'inatteso triplete. Ma anche la nascita del figlio Matija, l'armonia di uno spogliatoio dove il Potke ha sempre avuto un ruolo chiave e l'affetto dei tifosi del PalaBarton che in lui hanno visto un uomo leale al di là dell'aspetto tecnico. Marko Podrascanin è campione d'Europa in carica con la nazionale serba, ma a Perugia di ce “di aver vissuto un sogno” e la conquista di Scudetto, Coppa Italia e Supercoppa in un solo anno è “il suo ricordo più bello”. Poi un salto indietro, ai primi tempi: “Ricordo ancora l'emozione del primo giorno, quando decisi di venire a Perugia”. Un viaggio ancora inesplorato, perché la Sir seppur ambiziosa ed emergente non era ancora considerata una big della pallavolo italiana: “Non sapevo bene cosa aspettarmi, non conoscevo la città e la realtà che avrei vissuto”. Ma il Potke ben sapeva cosa aveva in mente Gino Sirci: “Ero certo e convinto che mi sarei unito a una squadra che aveva altissime aspettative e a una società vogliosa di raggiungere traguardi importanti”. Come conosceva compagni e dirigenti: “Sapevo che avrei giocato al fianco di uomini straordinari e giocatori di livello”. Certo, non poteva immaginare così tanti successi e un calore mai riscontrato altrove: “Mai avrei immaginato di vivere un sogno, di conoscere allenatori straordinari, di avere il privilegio di lavorare con uno staff meraviglioso, dirigenti, stampa e fisioterapisti che mi hanno fatto sentire come a casa, accogliendomi come un fratello e parte di una fantastica famiglia”. Un pensiero speciale va ai Sirmaniaci: “Non mi sarei aspettato di conoscere tifosi che mi hanno sempre incitato e saputo aiutare nei momenti di difficoltà.I cori, gli applausi, il calore degli abbracci, il dolce rumore assordante del palazzetto hanno reso indelebile questo viaggio durato quattro anni dove abbiamo vinto 5 trofei, con il triplete che resterà il traguardo più importante della mia carriera”. Poi il ricordo commuovente della nascita a Perugia del figlio: “Parte del mio cuore sarà a Perugia e Perugia batterà per sempre nel cuore di mio figlio Matija che è nato qui”. Podrascanin, il gigante buono, chiude con gli auguri per le festività e con un coro che è diventato un inno: “Se schiaccia il Potke devi saltare. Vi voglio bene”. Dalla prossima stagione torna avversario della Sir. Farà coppia con Lisinac al centro dell'Itas Trentino di Lorenzetti che vuole tornare grande anche grazie a Podrascanin.