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E' morto Ezio Vendrame, il George Best italiano. Ex calciatore e scrittore, ecco i ricordi più curiosi

Roberto Minelli
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E' morto a 72 anni Ezio Vendrame, il George Best italiano. Ex calciatore negli anni '70 pieno di talento, genio e sregolatezza, da tempo si era ritirato dalla vita pubblica anche a causa di un tumore, dopo essere stato pure allenatore e scrittore. Aveva 72 anni, tra le sue frasi più celebri: "Se devo parlare con gli imbecilli preferisco morire di solitudine". Nel corso della sua carriera da giocatore, era famoso per il look anticonformista, modello per i ragazzi e pieno di spasimanti. Non arrivò alle vette calcistiche di Best, ma come gesti irriverenti non era certo da meno. Come quella volta che durante un Padova-Cremonese 0-0, lui con la maglia dei veneti, decise di dribblare tutti i compagni di squadra, portiere compreso, prima di fermarsi sulla propria linea di porta e ricominciare l'azione come se nulla fosse successo. Nel 2002 scrisse il libro: "Se mi mandi in tribuna godo", in cui racchiuse molti degli aneddoti della sua carriera, ma fu soltanto il primo di tanti volumi. Il suo periodo più florido in campo fu a Vicenza, con la maglia del Lanerossi. A Padova realizzò altri "colpi di testa", come quando dopo essere stato insultato per tutta la partita contro l'Udinese, indicò ai tifosi friulani il punto esatto in cui avrebbe fatto gol direttamente su calcio d'angolo prima di battere il corner. E segnò davvero. Confidò di avere un solo rimpianto: "Aver fatto un tunnel a Gianni Rivera", suo idolo. Un personaggio che sicuramente ha lasciato il segno nel calcio e nella scrittura.