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Gubbio, Notari: "La riforma di serie C non la decide Gravina"

Luca Mercadini
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 La proposta del presidente della Figc Gravina è quella di ricostituire la C1 e la C2, o meglio una categoria “Elite” con 20 squadre, poi una sorta di semiprofessionismo per gli altri club che attualmente militano nelle parti basse della classifica in Serie C. Lei Notari, presidente del Gubbio, che ne pensa? “Dico che adesso è fuori luogo parlare di queste cose. C'è un'emergenza nazionale che conta migliaia di morti, oltre centomila contagiati, un sistema sanitario nazionale che rischia di saltare per aria da un giorno all'altro. Per cui non è questo ciò di cui bisogna preoccuparsi”. D'accordo, ma l'idea la convince? “Dico che questa è una decisione che deve essere presa da tutti i presidenti delle squadre di Serie C in accordo con il nostro presidente di Lega e in proiezione futura. Per cui ogni altro tipo di discorso lascia il tempo che trova”. E invece sul futuro di questo campionato? “Nessuno ha la sfera di cristallo per stabilire come e quando riprendere l'attività. Si deve procedere step by step in base al livello di emergenza nazionale da Coronavirus. Per questo venerdì ci sarà una riunione di tutti noi presidenti in conference call”. Può anticiparci qualche cosa? “Ci sono diversi punti all'ordine del giorno. Dopo quanto ci dirà il nostro presidente Ghirelli valuteremo la situazione, le ipotesi su cosa fare, la questione degli stipendi”. Tra voi presidenti avete già parlato? Avete già una linea di indirizzo comune? “Posso dirle che l'85 per cento circa sta pensando seriamente a dire: finiamola così! Il campionato deve concludersi qui.