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Coronavirus: calcio e basket discutono su ipotesi di taglio agli stipendi. Il ct Sacchetti ha già detto sì

Nicola Uras
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Il mondo dello sport è fermo sul campo, ma non fuori. L'emergenza Coronavirus non permetterà manifestazioni sportive almeno per un altro mese: mentre la Formula 1 ha annullato tutti gli appuntamenti di maggio, in Inghilterra la Football Association ha deciso di fermare i campionati di calcio, dalla Premier in giù, almeno fino al 30 aprile e dalla Spagna assicurano che anche la Liga farà lo stesso. Uno stop che provocherà un danno economico quasi incalcolabile per tutte le società sportive. Al riguardo, il presidente della Federcalcio italiana Gabriele Gravina ha affrontato un tema importante, sottolineando come il taglio degli stipendi di giocatori e allenatori non debba essere un tabù. E anche il basket è sulla stessa lunghezza d'onda: la Federazione italiana pallacanestro ha infatti mandato una lettera a tutti i collaboratori chiedendo una decurtazione dei rispettivi stipendi visto il ridursi dell'attività. In prima fila si è schierato il commissario tecnico della Nazionale italiana maschile e coach della Vanoli Cremona Romeo Sacchetti, che ha subito dato l'ok alla decurtazione dell'ingaggio. Tra poche ore, in Italia, si terrà un'assemblea informale della Lega di Serie A nella quale si parlerà del tema ingaggi, ma anche della ripresa degli allenamenti, con molti club che chiedono una data per una ripartenza comune mentre altri, Lazio e Napoli su tutti, hanno già comunicato che le attività riprenderanno lunedì prossimo. È necessario arrivare ad una sintesi, più che mai in un momento difficile nel quale il presidente Gravina ha auspicato massima compattezza: «Vogliamo dare l'idea di un gruppo che ha la capacità di lottare insieme e dare risposte concrete - ha sottolineato il numero uno del calcio italiano - Grazie alla scienza e a tutti i rami che si stanno occupando di quest'emergenza riusciremo a uscirne, ma mi preoccupano le macerie che il Covid-19 lascerà».