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Coronavirus, Foconi solleva grandi vasi, Vardaro al pianoforte: così si allenano i fiorettisti umbri

elisa vardaro

Luca Mercadini
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In seguito all'allineamento della FIS alle direttive del DPCM ed alla decisione dei presidenti delle Società di chiudere tutte le sale di scherma, i campioni della Nazionale si sono adattati ad allenarsi “in casa”. “Il nostro obiettivo sono i Giochi di Tokyo” aveva affermato la scorsa settimana il Commissario Tecnico del fioretto Andrea Cipressa “e per quanto la data di svolgimento sia incerta, i nostri atleti devono arrivarci preparati ed in piena forma”. Ricordiamo che la scherma azzurra volerà al completo a Tokyo, avendo qualificato tutte e sei le squadre nelle tre armi maschili e femminili. Allo stato attuale le direttive governative colpiscono anche tutti gli schermidori professionisti dei gruppi sportivi militari, come i fiorettisti di interesse nazionale del Circolo Scherma Terni ed in forza all'Aeronautica Militare, la folignate Elisa Vardaro ed il ternano Alessio Foconi (‘Probabile Olimpico'). I nostri campioni umbri hanno ricominciato ad allenarsi nei corridoi di casa, come era uso fare fino ai primi del ‘900. “Sono sempre in contatto con il mio preparatore atletico Valter Cutrì” ci ha raccontato Foconi, “Prima delle disposizioni governative ero venuto a Roma dalla mia ragazza e sono rimasto qui. Nei giorni scorsi mi sono allenato a Villa Borghese, vicino casa, tra gli alberi e le pietre del suo Parco”. Per chi ancora non lo sapesse, il campione Alessio Foconi è abituato ad un allenamento funzionale con qualunque oggetto gli capiti sotto mano, compresi tronchi d'albero e massi. “Giovedì invece mi sono allenato sul terrazzo condominiale. Ho usato le sbarre degli stendi biancheria per fare trazioni, ho sollevato e trascinato grandi vasi, ho fatto esercizi di rapidità e poi una bella partita a racchettoni. Con il mio maestro Filippo Romagnoli” prosegue il fiorettista “non possiamo vederci per fare lezione, ma sto lavorando con ‘gambe e scherma' e visualizzazioni mentali di gare ed assalti per ingegnarmi nell'approccio psicologico”. Per Elisa Vardaro invece allenamento con casse d'acqua, corda, corpo libero e… pianoforte. “Seppure la scherma ed il pianoforte sembrino lontani anni luce” ci spiega Vardaro “praticamente e psicologicamente non è così. C'è assonanza nella coordinazione mano-piede; nella rapidità di pensiero, reazione ed esecuzione. C'è assonanza nell'equilibrio psico-emozionale. Infatti come nella scherma si devono gestire le costanti emozioni e stati d'animo durante un assalto, allo stesso modo quando suoni lo strumento, che sia un pezzo malinconico od allegro, devi sentire e seguire il ritmo ma non eccedere nel trasporto sensoriale, altrimenti ci si può irrigidire e suonare o tirare male. C'è assonanza nella fluidità e rilassamento durante il gesto tecnico: come mi dice sempre il mio maestro Romagnoli, si deve essere fluidi e rilassati quando si tira di scherma, e così anche quando si suona il piano, altrimenti si sbagliano i tempi ed il ritmo  che sono fondamentali in entrambe le situazioni. Alessandro Picchi