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Umbria, è allarme arbitri: "Non lo vuole fare più nessuno"

Luca Mercadini
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Dalle questioni comportamentali a quelle numeriche, gli arbitri umbri sono stati al centro dell'attenzione di un dibattito svoltosi a Perugia nella sede del Cru (comitato regionale umbro della Figc) voluto dal presidente Repace alla presenza di tutti i club. Il numero dei ragazzi che decide di imbattersi in questo delicato ruolo diminuisce sempre più. Il grido d'allarme viene lanciato da Francesco Amelia, presidente della sezione di Perugia: “La situazione è critica. Gli arbitri smettono o vengono fatti smettere: fino allo scorso anno riuscivamo a sostituirne 40 o 50, oggi no. Se i dirigenti delle varie società non ci danno una mano non sappiamo come ripartire”. A fargli eco Luca Ciancaleoni, numero uno del Cra: “Limiti di età? Tutti i ragazzi sono ambiziosi, ma c'è chi non riesce ad andare avanti e chi deve necessariamente smettere”. La regola principale non può che essere la seguente: “Rispettare per essere rispettati. Se non rispettiamo dirigenti e calciatori tutto diventa difficile. E' chiaro che un errore può condizionare un risultato, ma va ricordato che ciò che si vede in campo può essere diverso da quello che vediamo in tv”.