Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Sir, Colaci a 360 gradi: rinnovo, campionato, champions e olimpiadi

Colaci, Lanza e gli altri

Luca Mercadini
  • a
  • a
  • a

Luca Mercadini Rinnovo del contratto, Olimpiadi, Superlega Champions, Coppa Italia e quel paragone che lusinga... Ecco, iniziamo proprio da qui. Max Colaci, lo sponsor Monini (interista, ndr) ha detto che lei è il Mazzola della Sir... “E' un paragone che mi riempie di gioia, tanto bene che tifo i colori nerazzurri. Mazzola, per ovvi motivi, non l'ho visto giocare, ma ne ho sentito parlare tanto, è un accostamento importante e che mi fa molto piacere”. Monini ha dato la sua motivazione: “Colaci è uomo squadra, collante tra le tante individualità del team”. Che ne pensa? “Sono contento che tutto ciò si riesca a vedere dalle tribune, perché è proprio quello che cerco di fare. Sono, credo anche in virtù della mia esperienza, la persona dalla parola giusta, che fa dimenticare l'errore nei momenti delicati, che cerca di gestire le situazioni complicate”. Da Monini a Sirci. Il presidente ha detto che “lei va come un treno...”. “Ho letto e sono molto contento - continua il libero bianconero -, significa che sto facendo bene. Io a Perugia sto da Dio, in questo momento stiamo parlando di rinnovo e credo non ci saranno problemi a trovare il nuovo accordo. Il presidente è contento, io pure”. Sempre Sirci ha individuato in Piccinelli il suo erede... “La società con lui ha fatto un investimento importante. Ha qualità e lo dimostra quando entra. E' vero, un conto è fare un giro in ricezione, un altro è giocare tutte le gare e trovarsi in campo quando la palla scotta sul 24-24. Però è anche vero che lo scorso anno con Siena e Lube si è fatto un match intero senza battere ciglio. Andiamo molto d'accordo”. Colaci e Piccinelli, stesso ruolo, caratteristiche diverse. “Sì, lui è molto tecnico, basta guardarlo in bagher. Io, tanto per fare un esempio, alla sua età, soffrivo molto la battuta flot, lui no. Mi ricorda Henno, il vecchio libero di Cuneo e Lube, sempre ben posizionato, per intenderci non è il giocatore dai mille tuffi”. Guardiamo al 2020. Colaci cosa si aspetta?  “Ci sono tanti appuntamenti, tutti importanti. La prima cosa da fare è avere la possibilità di giocarci tutto, perché vorrebbe dire che siamo arrivati fino in fondo. L'obiettivo è puntare a tutto, poi è normale: ci sono anche gli altri. E aggiungo una squadra poco citata: attenzione a Milano”. Colaci ha superato le 300 gare in regular season. Si sente vecchio? “No, sono orgoglioso di esserci ancora dopo tanti anni e spero di andare avanti ancora per molto. Non mi pongo traguardi numerici, ma obiettivi. Vorrei tornare a vincere la Champions dopo 10 anni anche se lo scudetto (ne ha vinti 4, ndr) resta qualcosa di unico. Sarà una cosa tutta mia, ma le emozioni che ho ricevuto con il tricolore sono qualcosa di incredibile. I play off, le sfide che incalzano, la chiusura in casa con tutto il palazzetto che grida con te. E' la cosa più bella”. Ma ci sono anche le Olimpiadi. “Per me sarà la seconda. Il sogno è vincere l'oro dopo l'argento di Rio, ma so benissimo che non siamo i favoriti. La squadra è sempre quella, non c'è molto ricambio, anche se Lavia e Balaso sono giovani interessanti. Le Olimpiadi sono però qualcosa di unico, il sol fatto di sederti accanto a Bolt e Nadal è semplicemente meraviglioso”.