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L'avversario è a terra, ma Salis rinuncia al gol

salis

Luca Mercadini
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Michael Salis ha valori di ferro, difficili da scalfire. Come il metallo che forgia per lavoro tutti i giorni fino alle cinque del pomeriggio. In campo, svestiti i panni del metalmeccanico, si chiamano lealtà, rispetto dell'avversario e correttezza per il talentuoso giocatore classe 1996 della Virtus Sangiustino, Prima categoria A. E' per questo che a chi gli fa notare che domenica nel big match contro la capolista Pierantonio l'ha combinata grossa, risponde con un sorriso e lo sguardo rivolto a terra di chi ha voglia di parlare di altro. “Volete sapere perché ho buttato in fallo laterale quella palla lì, solo davanti al portiere? Perché per me il calcio è un'altra cosa” sentenzia. L'episodio che lo ha visto protagonista è un inno al fair play: al 10' del primo tempo, su un rinvio lungo, il difensore avversario Cecchetti stoppa male la palla e si stira, la sfera arriva in area sui piedi proprio di Salis. E lui la mette fuori, così, di proposito ma senza pensarci troppo, tra gli applausi di avversari, compagni e dell'arbitro che ha voluto stringergli la mano. “Se Cecchetti non si fosse fatto male, io su quella palla non ci sarei mai arrivato. E non mi piace segnare così - spiega Salis -: lucrare sugli errori o sugli infortuni. Rinunciare a quel gol è stata la cosa più naturale di tutte. Ringrazio dei complimenti ricevuti, ma credo che tutti insieme dobbiamo impegnarci a migliorare il calcio e a non doverci così più stupire per gesti come il mio. E poi, sapete cosa vi dico? Che tutti si ricorderanno del gol segnato all'ultimo (Salis è stato anche autore del 2-1 definitivo alla capolista, ndr) e che del fair play si dimenticheranno in fretta. Comunque, domenica perfetta, non è mancato nulla”. Una volta rientrati negli spogliatoi all'intervallo, i senatori della rosa di mister Farinelli, quindi i vari Baldi, Grasso, Cignarini e Cristian Matteaggi, gli si sono parati davanti, tutti insieme. Un muro. “All'inizio pensavo si fossero inc... perché avevo rinunciato a quel gol - sorride l'ex Trestina -, poi ho realizzato che erano venuti da me ad abbracciarmi e mi sono sciolto. Ero accerchiato, ma felice”. Subito, comunque, Michael ha voluto sfuggire alla “marcatura stretta”, come fa sempre in campo la domenica. “Basta complimenti - chiosa -, il calcio è semplice, è questo: rispetto di tutti, stop. Ma del gol all'87' diciamo nulla?”.