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Gli organi di Emanuele salveranno altre vite

Cesare Bertoldi
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E' stato eseguito nella mattinata del 30 luglio all'ospedale di Terni l'espianto di organi di Emanuele Tiberi, il giovane nursino di 32 anni morto per emorragia cerebrale dopo essere stato colpito con un pugno da un suo coetaneo che è stato arrestato. A renderlo noto la stessa azienda ospedaliera ternana che ringrazia la sensibilità e la generosità dei genitori del paziente, che hanno espresso il loro consenso all'espianto: "Grazie a questo gesto altre persone in pericolo di vita o comunque affette da patologie invalidanti riceveranno presto gli organi donati per beneficiare di un importante e non altrimenti realizzabile miglioramento delle loro condizioni di vita", spiegano i vertici sanitari del Santa Maria di Terni. Gli organi espiantati – fegato, reni e cornee – sono  già stati trasferiti nei centri di trapianto di riferimento. Ad effettuare gli interventi due equipe sanitarie, "una giunta da Roma per il fegato e i reni, mentre l'equipe di oculistica del Santa Maria di Terni ha effettuato il prelievo delle cornee destinate alla banca degli occhi di Fabriano". La salma resta a disposizione dell'autorità giudiziaria che disporrà l'autopsia. Al giovane tratto in arresto per l'aggressione, Cristian Salvatori coetaneo della vittima, ora viene contestato l'omicidio preterintenzionale dalla procura di Spoleto. Proseguono anche le indagini per stabilire con esattezza dinamica e cause del diverbio, degenerato in aggressione, e che ha avuto un tragico epilogo. La tragedia è accaduta all'alba di domenica a Norcia all'esterno del pub La Vineria. I due pare stesero parlando quando all'improvviso l'aggressore avrebbe colpito Emanuele con un pugno. Il giovane è stramazzato a terra e vano si è rivelato, purtroppo, ogni soccorso.