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Gestione Scs nel mirino delle fiamme gialle: acquisiti documenti

Cesare Bertoldi
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La Guardia di Finanza torna alla Spoleto Credito e Servizi. Nuova indagine delle fiamme gialle sulla società cooperativa, che detiene circa il 12 per cento della Banca Popolare di Spoleto, ma per anni ne è stata il socio di maggioranza. Su Scs, come noto, pende una procedura di concordato preventivo di fronte al tribunale di Spoleto, anche se durante l'ultima udienza al giudice è stato annunciato un aumento di capitale da 20 milioni di euro, mossa che ha permesso di ottenere unl rinvio a fine gennaio. Gli uomini della fiamme gialle hanno bussato alle porte della sede di piazza Pianciani per acquisire una serie molto voluminosa di faldoni relativi alla gestione della società cooperativa a partire dal 2005. Massimo riserbo sugli accertamenti che sarebbero tesi a verificare eventuali responsabilità, tutte da accertare, in relazione alla perdita di valore delle quote di partecipazione in mano a 21mila soci, a carico degli ex amministratori che negli ultimi dodici anni hanno guidato la Scs. A dare input alle indagini sarebbe stato l'esposto depositato dall'ex presidente della Scs, l'avvocato Massimo Marcucci, dopo la sfiducia dell'assemblea dei soci nel 2015 che porto alle dimissioni l'intero Cda da lui guidato che aveva avviato la procedura di concordato preventivo per evitare il fallimento della società cooperativa.