Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Delocalizzazione imprese, progetto difeso a spada tratta

Cesare Bertoldi
  • a
  • a
  • a

“Abbiamo voluto presentare pubblicamente  a Castelluccio un progetto di altissima qualità architettonica che potrà ospitare temporaneamente le attività economiche e produttive le cui strutture sono state gravemente danneggiate dal terremoto. Si tratta quindi di un progetto di protezione civile che consentirà la delocalizzazione di queste attività in una struttura temporanea,  condiviso fino in fondo con tutta la collettività dei castellucciani”. Lo ha detto venerdì 28 luglio la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini nel corso della presentazione del progetto del centro di servizi che sarà realizzato, nel sito Diana,  ex cava oggi abbandonata che sarà bonificata. Il progetto poi è stato illustrato dall'architetto Francesco Cellini  che lo rha edatto, in collaborazione con le strutture della protezione civile dell'Umbria  e con il Dipartimento di ingegneria dell'Università degli studi di Perugia. Il progetto è stato realizzato anche con il contributo del Ministero per le politiche agricole e con Nestlè, che ha promosso la raccolta fondi. La Marini ha voluto sottolineare come la Regione consapevole della particolarità e della straordinaria bellezza di Castelluccio e della Piana, ha sostenuto la necessità di realizzare una struttura comune “per evitare che si realizzasse una delocalizzazione diffusa, questa sì invasiva ed impattante. Ciò a cui abbiamo voluto opporci era l'idea di chiudere Castelluccio,  perché la popolazione deve poter rimanere qui e proseguire il proprio lavoro". Il sindaco Nicola Alemanno, ha ribadito che “questo è il primo grande progetto di rinascita di Castelluccio” dando atto alla comunità di Castelluccio e a tutti gli operatori economici "di aver accettato e sostenuto questo percorso che ha imposto anche tempi un po' più lunghi. E un progetto che apprezziamo per la sua qualità". L'assessore  Fabio Paparelli, che ha seguito direttamente il progetto , ha sottolineato l'equilibrio alto tra le esigenze degli operatori e quelle della tutela del paesaggio "al di là di quanto scrivono sui social persone comodamente sedute nelle loro poltrone. In alternativa a questa struttura c'era l'ipotesi di più di 50 container lungo la strada della Piana. A questa ipotesi abbiamo voluto dire no, ed in questo siamo stati confortati dagli stessi abitanti e operatori di Castelluccio, dell'Ente Parco e da molte altre associazioni ambientaliste”.