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Genesi e Apocalisse: il percorso voluto da Carla Fendi

Riccardo Regi
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 "Mi sembra quasi impossibile che Carla abbia voluto produrre quest'anno un progetto sull'inizio e sulla fine, genesi e apocalisse. Le corrispondenze con quanto è successo sono così forti da far venire i brividi. Lei mi ha detto vedrai è la cosa più bella che abbiamo mai realizzato per il Due Mondi. E oggi vedendo l'opera penso proprio che avesse ragione". Maria Teresa Venturini Fendi (nella foto con Giorgio Ferrara) con queste parole si presenta a fianco di Giorgio Ferrara nel giorno in cui la Fondazione Carla Fendi incastona nel festival dei Due Mondi una propria produzione seguendo un percorso aperto da Carla e che ora sua nipote, Maria Teresa, è destinata a proseguire. E domenica 2 luglio in piazza Duomo tra il teatro e gli spazi scelti per le installazioni secondo il progetto,  che si avvale  della regia di Quirino Conti, si è celebrata una giornata dedicata alla signora del festival, amante dell'arte e della bellezza, ma soprattutto di Spoleto. Molti gli amici invitati dalla Fondazione, presente la famiglia, la città con le sue istituzioni e tutto quel mondo che gira intorno al festival. Tante le persone, oltre duecento, in teatro ad ascoltare le lectio di Erri De Luca sulla Genesi e di Massimo Cacciari sull'Apocalisse. E a fare da collante gli interventi della storica dell'arte Lea Mattarella. Altrettante persone invitate al pranzo, organizzato dalla Fondazione Fendi, in piazza Duomo ai tavoli del Tric Trac. Tra i seduti ai tavoli si notano Paola, Franca e Anna Fendi, Delfina Deletrez Fendi e poi gli amici di sempre Franca Pucci della Genga, Sandra Carraro, Francesca Lo Schiavo e Dante Ferretti, Andrèe Ruth Shammah, Mirella Haggiag, Roberta Carlotto e molti altri.  Il pubblico ha anche affollato gli spazi dell'ex chiesa della Manna d'oro e dell'ex museo civico dove sono stati allestiti i due capitoli del progetto: la Genesi interpretata dai colori e dalle invenzioni sonore del maestro Sandro Chia e l'Apocalisse interpretata dalla coppia Peter Greenway e Saskia Boddeke. Singolare l'allestimento realizzato da questi ultimi dedicato ai quattro cavalieri dell'Apocalisse. Un percorso da fare camminando sull'acqua attraverso il potere, la guerra, la carestia e la morte per arrivare alla speranza cui Dio affida il compito di salvare gli uomini. Lo spazio gotico dell'ex museo civico si riempie di simboli, di immagini, di suggestioni che nascono da un lavoro che porta la firma di Greenway nello script e nelle bellissime sculture e quello di Saska nel concept. "Abbiamo lavorato oltre sei mesi per mettere a punto il progetto - racconta Saska - pensandolo proprio per questo spazio e costruendolo all'interno simbolo per simbolo". Il lavoro è di una potenza estrema da percorrere coi piedi nell'acqua, le lacrime versate dalle vittime di tutte le guerre. Da non perdere, è davvero il progetto più bello realizzato da Carla Fendi per la sua Spoleto e il festival. Sabrina Busiri Vici