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Teatro sociale a Spoleto

Riccardo Regi
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Dieci ragazzini in scooter sfrecciano contromano alla conquista di Napoli. E dieci sono i giovanissimi attori del rione Sanità di Napoli che i fatti narrati da Saviano li vivono ogni giorno sulla loro pelle e che a Spoleto tradurranno teatralmente la narrazione drammatica, reale, spietata, autentica di Roberto Saviano. “La paranza dei bambini” vede protagonisti infatti il Nuovo Teatro Sanità e Mario Gelardi che per lo stesso Saviano “non sono solo resistenza e non sono semplicemente teatro” ma “il nucleo intorno al quale alla Sanità, a Napoli, si costruisce un presente reale, che si può toccare vedere e ascoltare. Un futuro che si può immaginare. Si traduce dunque in una ulteriore opera teatrale, dopo Gomorra, il connubio artistico fra Roberto Saviano e Mario Gelardi che stavolta descrivono l'ascesa verso il potere, presunto tale, di un gruppo di adolescenti. [/EMPTYTAG]Saviano e assolutamente soddisfatto di questa traduzione del suo testo: “Loro sono voci - afferma - che sovrastano urla, sono mani tese. Solo loro possono trasformare in corpi, volti e voci le mie parole”. Saviano parla di paranza, del resto, per indicare con un termine tipicamente marinaresco le barche che vanno a caccia di pesci da ingannare con la luce con la pesca a strascico. Qui nella rete ci finiscono loro, i ragazzini che guizzano nelle torbide acque della malavita e della disperazione sociale, ma destinati a seminare morte e a morire a loro volta. In scena vedremo dei ragazzi quindicenni dai soprannomi assolutamente coerenti all'età, Maraja, Pesce Moscio, Dentino, Lollipop, Drone, vestiti con scarpe firmate, appartenenti a famiglie che definiremmo normali e come insegnano gli writers “innamaorati”, con il nome delle ragazze tatuato sulla pelle. In realtà, però, al di là delle forme e delle apparenze, si tratta di adolescenti senza presente e senza, quindi, futuro. Privi di prospettive, di sogni e che a vai a vedere fino in fondo nei loro convincimenti, non pensano che sia poi così tremendo non solo passare la loro vita in carcere ma addirittura, e questo è il messaggio più inquietante, nemmeno morire. Ciò che per loro è l'unica fede da seguire è l'immanente, ovvero giocarsi tutto, subito. E per giocare servono i soldi, la ricchezza. Non importa conquistata come e a su chi. I personaggi di Roberto Saviano sanno che “i soldi li ha chi se li prende”. E i soldi nella società che viviamo non rappresentanto soltanto agi, lusso, “sfizi” che ti puoi prendere e permettere, ma soprattutto potere. E “La paranza dei bambini” narra infatti dell'ascesa di un gruppo legato alla camorra e al suo capo, Nicolas Fiorillo. Per perseguire il loro scopo imparano a sparare, seminano il terrore in sella ai motorini fino a ottenere il controllo dei quartieri a dispetto degli altri gruppi delinquenziali e stringendo alleanze con i boss. Lo spettacolo in scena al Due Mondi alla Chiesa San Simone il 1 luglio viene replicato oggi, domenica 2 luglio, sempre a San Simone, alle 15 e alle ore 22, posto unico 35 euro. Lo spettacolo sarà poi in tour in tutta Italia a partire da fine ottobre, dal 29 novembre per 3 settimane sarà al Piccolo Eliseo a Roma. Per la regia di Mario Gelardi, sul palco con Vincenzo Antonucci, Luigi Bignone, Carlo Caracciolo, Antimo Casertano, Riccardo Ciccarelli, Mariano Coletti, Giampiero de Concilio, Simone Fiorillo, Carlo Geltrude, Enrico Maria Pacini. Le scene sono di Armando Alovisi; costumi 0770 di Irene di Caprio e le musiche originali di Tommy Grieco. Le luci di Paco Summonte. Sabrina Busiri Vici