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Corruzione in carcere: altre tredici condanne

Chiara Fabrizi
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Corruzione in carcere, tredici condanne e due assoluzioni. Questa la sentenza emessa dal collegio penale del tribunale di Spoleto sulla raffica di arresti eseguiti nell'estate 2009 dentro e fuori il penitenziario di Maiano dove il nucleo investigativo della polizia penitenziaria scoprì un giro di soldi e regali al dirigente sanitario della struttura, già condannato in altro procedimento con rito abbreviato a tre anni e dieci mesi, in cambio di certificati medici utili a ottenere permessi e consigli sui sintomi da accusare per essere più credibili. Oltre a lui nella complessa indagine compiuta dagli agenti, coordinati dalla procura della Repubblica, vennero coinvolti un elevato numero di detenuti di origine campana e calabrese del circuito di alta sicurezza e alcuni loro familiari. Sei di questi sono stati già condannati con la stesso rito scelto dal dottore spoletino, mentre altri quindici di loro sono stati imputati per corruzione continuata su atti d'ufficio e contrari ai doveri d'ufficio di fronte al collegio penale presieduto da Emilia Bellina. A carico di tredici di loro, dopo una articolata fase dibattimentale, sono state emesse condanne che vanno dai quattro anni fino alla più leggera che è di un anno e otto mesi: Santo Salvatore Paviglianiti quattro anni con interdizione dei pubblici uffici per cinque anni; Antonino Paviglianiti due anni e sei mesi; Giuseppe Crea due anni e nove mesi; Laezza Mauro tre anni e quattro mesi con interdizione dei pubblici uffici per cinque anni; Lidia Zuccarello un anno e otto mesi (pena sospesa); Annunziata Sterpino due anni e tre mesi; Francesco Sorrentino tre anni e quattro mesi con interdizione dei pubblici uffici per cinque anni; Mario Santoro tre anni e quattro mesi; Lucia Della Martora un anno e otto mesi (pena sospesa); Vittorio Mango quattro anni e sei mesi con interdizione dei pubblici uffici per cinque anni; Giovanni Mauriello tre anni e quattro mesi con interdizione dei pubblici uffici per cinque anni; Alfonso Germoglio un anno e otto mesi (pena sospesa); e Salvatore Germoglio un anno e otto mesi (pena sospesa). Assolti dalle accuse Domenico Strangio, assistito dall'avvocato Massimo Sabatini, e Gianluca Guglielmino, mentre Zuccarelli e Paviglianiti sono stati assolti su un capo di imputazione legato a una circostanza specifica contestata. In aula la pubblica accusa era rappresentata da sostituto procuratore Gennaro Iannarone.