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Pedane e gazebo, i commercianti potrebbero essere costretti a smontare tutto

Chiara Fabrizi
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Caos arredo urbano. Rischiano di creare un danno economico ingente ai titolari di bar e ristoranti i dubbi sollevati nelle ultime ore dalla Soprintendenza sulle autorizzazioni provvisorie per pedane e gazebo rilasciate a fine marzo dal Comune così da permettere ai commercianti di installare i dehors per le festività pasquali. Già, perché stando a quanto riferito dall'assessore Antonio Cappelletti e dal consigliere Zefferino Monini per la Soprintendenza, guidata da alcune settimane dal dottor Stefano Gizzi, non solo ci sarebbero criticità per approvare le pratiche di quei commercianti che hanno già montano le strutture esterne, quindi i gazebo con coperture, ma anche per quei ristoratori e titolari di bar che si erano attrezzati con pedane e ombrelloni, accettando fin da ora le modifiche introdotte dal nuovo regolamento sull'arredo urbano varato un mese e mezzo fa dal consiglio comunale tra le proteste dei commercianti. In buona sostanza, per la Soprintendenza le nuove regole stabilite dall'amministrazione comunale non sarebbero aderenti a una serie di norme su beni architettonici e paesaggistici. Il rischio che si sta correndo, in buona sostanza, è quello di assistere allo smontaggio delle coperture una volta scaduto il via libera provvisorio rilasciato a fine marzo dal Comune e valido per 30 giorni. Stando alle prime comunicazioni ricevute dall'assessore Cappelletti neanche sulle pedane, pure concordate tempo addietro con la Soprintendenza nell'ambito del percorso condiviso avviato sull'arredo urbano dalla precedente amministrazione, ci sarebbe al momento la condivisione degli uffici del ministero per i Beni e le attività culturali (Mibac).