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Al teatro Romano l'energia del San Francisco ballet

Ermanno Romanelli
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E' un prestigioso regalo per il pubblico che affolla il Festival dei 2Mondi la presenza del San Francisco Ballet a Spoleto, dove torna dopo tre decenni di assenza. Al teatro Romano, dal 4 al 6 luglio, sempre alle 21,15, la compagnia di balletto, la più antica per fondazione (1933) negli Stati Uniti, propone un ricco carnet di titoli e autori, a conferma della versatilità e del brillìo che ne hanno consolidato la fama internazionale in questi decenni. Sono guidati da Helgi Tomasson, “scoperto” giovanissimo nella natìa Islanda da Jerome Robbins, in seguito, dal 1970 all'85, acclamato primo ballerino al New York City Ballet, sotto l'egida di George Balanchine. La cui lezione, di classe, cultura, coerenza di stili e scelte, Tomasson ha assorbito in pieno, come dimostra la scaletta in programma. A cominciare dal primo dei pezzi, From foreign lands, del coreografo più prenotato del momento, Alexei Ratmansky, che qui si permette una colorita escursione in passi rubati alle danze tradizionali di Russia, Italia, Germania, Spagna, Polonia e Ungheria. Dal concreto rigore e dall'astratta esuberanza di puro stampo neoclassico di Hans van Manen, decano, a 81 anni, della danza olandese, proviene invece Variations for two couples, che si esalta in fughe e linearità nella musica di Benjamin Britten. Voices of spring ci riporta a un nome e un passato più che illustre: Sir Frederick Ashton, grande nume della coreografia inglese, che qui, nel 1977, in libera uscita sul celeberrimo valzer Voci di primavera, di Johann Strauss II, ci delizia con un passo a due forgiato in simbiosi di eleganza e humour, nella levità, solo apparente, di una solidissima tecnica. Caposaldo nel repertorio della compagnia è anche 7 for eight, ovvero Sette per otto, realizzato dallo stesso Tomasson nel 2004. A ridosso di una smagliante antologia di sette brani per pianoforte e clavicembalo di Johann Sebastian Bach, la composizione è un serrato dialogo tra la voce degli strumenti e i corpi di otto danzatori, omaggio alla musicalità e alla pura bellezza del movimento.