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La strage del Batclan nel teatro della compagnia perugina Occhisulmondo

Sabrina Busirivici
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Da Perugia a Parigi per approfondire il conflitto umano nel segno letterario di Shakespeare. Massimiliano Burini, anima e sangue della compagnia perugina Occhisulmondo, vola nella capitale francese su invito dall'Istituto italiano di cultura per un'indagine antropologica sulla Francia del dopo attentati: da Charlie Hebdo, al Bataclan fino al 14 luglio di Nizza. E' la Francia che combatte il terrorismo con la forza di un coraggio silenzioso. A Burini e alla sua compagnia l'indagine serve perché fa parte di un progetto che inizia dall'elaborazione drammaturgica del terzo capitolo della trilogia scespiriana prodotta dalla compagnia Occhisulmondo. Un percorso iniziato con "2Feel Romeo e Giulietta", proseguito con "Un principe" e, ora, arrivato alla conclusione con “Il Nero”. “L'idea è quella di attraversare opere con al centro un dramma sociale, umano- racconta Burini -, perciò ho deciso di tradurre Otello io stesso non perché pensi che non esistano versioni in italiano adeguate, ma perché, nel rispetto della scrittura dell'autore, volevo riportare il dramma a una dimensione più contemporanea. Da qui ho intrapreso, con Giuseppe Albert Montalto, un lavoro di adattamento drammaturgico”. L'attore regista arriverà a Parigi a maggio e qui rimarrà per un mese di residenza insieme a Matteo Fiorucci. La partenza è un impianto drammaturgico già pronto su cui innestare poi lo studio sul substrato culturale locale. “Per me l'Otello non è una tragedia domestica, un dramma della gelosia - aggiunge -, ma è la storia di una classe sociale che si demolisce all'interno. Sto parlando di una borghesia europea che vien attaccata e si sgretola sotto i colpi di una guerra ombra. Una situazione che riporta quanto mai all'oggi, agli attacchi terroristici. Ma proprio per questo non ci sono riferimenti diretti, non ci sono nomi, date. Ognuno sa cosa sta accadendo dentro di sé”. Alla nuova messinscena che sarà pronta nel 2019, ma che il 28 maggio sarà presentata al Théâtre de la Ville in anteprima in forma di studio, Massimiliano Burini vuole dare una dimensione europea per crescere e confrontarsi. “Spero che Parigi sia buona con noi e ci aiuti a dare un contributo sostanziale al nostro lavoro - è l'augurio di Massimiliano -. Entrare nell'intimità del popolo francese per capire come ha reagito è quello che ci interessa. Senza alcuna intenzione di strumentalizzazione, ma solo con la volontà di comprendere una vicenda complessa, la nostra rilettura segue due linee: una fantasmatica e una reale”. Nell'Otello di Burini, quindi, nessuno è quello che è: c'è del nero in tutti,dove poetico e privato si intrecciano e si rimandano, e tutto parte da un matrimonio che non si celebra. E la tragedia di Desdemona è solo la punta dell'iceberg di una società che deve riposizionarsi. Nell'avventura de “Il Nero”, Occhisulmondo ha dei partner. “Ci sono altre realtà umbre con cui dividiamo la linea artistica - ricorda Massimiliano Burini -:Fontemaggiore, che ci ha sempre sostenuti, e Indisciplinarte. Una grande mano, da sempre, ce la dà anche il professor Piergiorgio Giacchè che sarà a Parigi nel nostro stesso periodo per tenere lezioni sull'Otello di Carmelo Bene”. Una compagnia indipendente che in scena debuttò nel 2008 con Clochart, oggi è alla sua prova del fuoco. Burini lo sa bene: “Non si tratta di aver vinto un bando, siamo stati scelti dall'attività di scouting internazionale che porta avanti l'istituto italiano di cultura proprio per creare scambi. Un sistema che sta aprendo nuove strade a noi e all'Umbria”. Burini, oltre alla scrittura,curerà anche la regia. Sul palco c'è un gruppo affiatato e sperimentato: Caterina Fiocchetti, Daniele Aureli, Matteo Svolacchia, Greta Oldoni, Amedeo Carlo Capitanelli e Andrey Maslonkin. Alla loro opera si aggiunge il lavoro sulle maschere di Mariella Carbone, i costumi di Alessia Araminelli e le scene di Francesco Sky Marchetti.