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Nomadi al di là del tempo

Claudio Bianconi
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Dallo scorso 9 gennaio è in rotazione nelle radio il nuovo singolo dei Nomadi “Ti porto a vivere” dal nuovo album “Nomadi dentro”, nuova produzione di una delle band più longeve della canzone italiana. I Nomadi sono partiti in tour il 12 gennaio (Bergamo), poi una data a Genova e il 24 saranno al Lyrick di Santa Maria degli Angeli. La guerra, l'ecologia, il dominio dei potenti: in “Decadanza” primo brano del nuovo album “Nomadi dentro”, c'è tutto l'impegno politico e sociale che ha costellato la vita artistica dei Nomadi. Mi sbaglio? “Io direi di sì – risponde il leader storico dei Nomadi, Beppe Carletti -. Lo giudico un cd Nomadi anni Sessanta-Settanta. Ma non è perché siamo tornati indietro noi. E' perché le cose non sono cambiate. Siamo sempre allo stesso punto. Questa “Decadanza” (danza della decadenza) ci è uscita respirando il tempo che viviamo e può essere considerata il tratto distintivo di quello che sono sempre stati i Nomadi”. Anche in “Europa” non siete ottimisti sul futuro del continente unito… “Beh, noi cerchiamo sempre di mettere un po' di speranza nelle nostre canzoni. Ma vista la situazione dell'Europa, diventa difficile perché tira un vento non dei più positivi. Anche se speriamo di essere dalla parte del torto e non della ragione”. Poi c'è questa bellissima parentesi del tema del viaggio in “Ti porto a vivere”, un tema che è stato affrontato dai più grandi autori della letteratura (da Omero a Dante) sino a rappresentare uno dei temi dominanti della Beat Generation… “Esatto. In mezzo alle prime due canzoni abbiamo posizionato “Ti porto a vivere”, una canzone che piace molto ed è positiva”. Per tratteggiare il vostro essere artisti, è intervenuto anche Francesco Guccini con il brano “Nomadi”. L'idea del nomadismo in fondo vi calza a pennello. Mai fermi su voi stessi… “Questa è una canzone che mi diede quattro anni fa. L'abbiamo tenuta nel cassetto e abbiamo aspettato il momento opportuno per farla ascoltare alla gente. E' una delle ultime canzoni che ha scritto Francesco, adesso scrive libri. Un omaggio che ci ha fatto e ci descrive come solo lui sa fare, dato anche che sa bene cosa sono i Nomadi, visto che sono cinquant'anni che ci conosce”. C'è anche Alberto Salerno che scrisse “Io vagabondo” in “Terra di nessuno”… “Anche questo è un testo di cinque anni fa. Poi si è anche inc…to e mi diceva: “Ma come Beppe, non me la fate”. E io rispondevo sempre: “Aspettiamo il momento opportuno”. Grazie anche all'ingaggio del nuovo cantante Yuri Cilloni? “Esatto. Yuri è capitato al momento opportuno. E' emiliano pure lui e ricorda molto, con le sue vocali aperte, Augusto Daolio, scomparso ormai venticinque anni fa. Lui è capitato e gli abbiamo fatto cantare anche il pezzo di Salerno. E' quasi un anno che è con noi e ha conquistato il cuore di tutti”. Nel vostro repertorio avete un'infinità di brani. E come scegliete per i concerti? “E' lì il bello. E quasi come giocare a Tombola. Ci sono canzoni storiche che non possiamo togliere “Vagabondo”, “Un giorno insieme”, “Dio è morto”. Sono le nostre fondamenta”. Ma il prossimo 24 gennaio al teatro Lyrick di Santa Maria degli Angeli cosa ci dobbiamo aspettare? “Buona parte del nuovo cd e poi chiaramente tutti brani storici che non mancheranno”. Quindi andremo abbondantemente oltre le due ore di concerto? “Certo, d'altronde siamo giovani. I nomadi non hanno età e non hanno tempo”. Claudio Bianconi