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Belve, stasera in tv martedì 1 novembre Francesca Fagnani a tu per tu con Wanna Marchi ed Eva Robin's

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Belve torna da stasera in tv, martedì 1 novembre, in seconda serata su Rai 2 (ore 23.40) , ideato e condotto da Fracesca Fagnani. Sono Wanna Marchi ed Eva Robin’s le prime protagoniste della nuova stagione che si articola con tre appuntamenti settimanali, il martedì, mercoledì e il giovedì. Un ciclo di dodici puntate dedicate a donne e uomini indomabili, ambiziosi, forti, non necessariamente da amare, ma comunque da ascoltare. Come Wanna Marchi: la nota televenditrice, che ha scontato la sua condanna in carcere, si siede sullo scomodo sgabello e attraverso diversi momenti di tensione ripercorre tutti i passaggi importanti della sua vita privata: la sua ascesa, quei numeri al lotto che per anni ha venduto e che le hanno portano prima miliardi nelle sue tasche, poi svariati anni di carcere. 

Un’intervista con molte sfumature, capace di ricostruisce la storia di una televenditrice di successo, che riesce anche ad ammettere, con fatica, le sue colpe per poi, messa alle strette, prontamente ritrattare. Un botta e risposta tra la Fagnani e Wanna Marchi capace di restituire anche il ritratto di un’epoca, gli anni ’80 con il boom delle tv private, quella che insomma fu una stagione di grandi successi ed eccessi. Un'intervista destinata a diventare uno dei simboli proprio di quel periodo.

Spazio, poi, all’intervista a forma di ritratto a un’ipnotica e ammaliante attrice: Eva Robin’s, una delle prime trans a essersi guadagnata, a partire dagli anni ’80, l’onore delle cronache mondane e le luci della ribalta, tra copertine di settimanali, televisioni e palcoscenici. Una conversazione intelligente e provocatoria, divertente e drammatica, durante la quale Eva Robin’s si mette a nudo e fa il punto della sua carriera e della sua vita, raccontando senza remore il suo processo di transizione, il suo desiderio di seduzione e facendo chiarezza in un intenso momento dell’intervista su un dolorosissimo episodio di abuso, accaduto quando era un ragazzino di soli otto anni.