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Mauro Repetto, che fine ha fatto: gli 883, il successo, l'addio. Da animatore a Disneyland a imprenditore, ora la reunion

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Mauro Repetto torna sul palco con Max Pezzali per una reunion degli 883 nella formazione originale che fece sognare molti teenager all'inizio degli anni Novanta. L'occasione nasca dalla partecipazione, fortemente voluta da parte di Amadeus, alla trasmissione Arena Suzuki ’60 ’70 ’80 e…’90 in onda oggi 1 ottobre su Rai1. Non si tratta della prima volta - è già capitato in un'altra manciata di occasioni - ma rivedere di nuovo la coppia Repetto-Pezzali è sempre un tuffo al cuore per gli appassionati degli 883 e della musica italiana di quegli anni. La coppia si divise poco tempo dopo l'esplosione, nella primavera del 1994 infatti - era il sabato di Pasqua - dopo essersi ritrovati per lavoro, Max saluta l'amico dicendogli che si sarebbero rivisti il lunedì successivo, ma Mauro lascia intendere la sua intenzione di andarsene e di abbandonare il progetto. Max Pezzali e Claudio Cecchetto tentarono di convincerlo a rimanere, ma invano. Mauro non si ritrova nel ritmo, nelle richieste e nelle conseguenze scaturite dal successo: tutto, per lui, si limitava al comporre canzoni con l'amico in cantina, e attraversa un periodo in cui non sa quale sia la sua strada. Della sua scelta di lasciare il gruppo il padre ebbe a dire: "Altro che Uomo Ragno, tu hai ucciso la gallina dalle uova d'oro".

 

 

Repetto decise così di inseguire un suo vecchio sogno: si trasferisce negli Stati Uniti d'America alla ricerca di una modella, Brandi Quinones, di cui si era innamorato dopo averla vista in una rivista; Mauro conoscerà la ragazza, ma non riuscirà a conquistarla. Frequenta poi la New York Film Academy e tenta di produrre un film ma, raggirato da un presunto avvocato, perde 20.000 dollari e termina l'avventura. Rientrato in Italia, consegue all'Università degli Studi di Pavia la laurea in Lettere e incide l'album ZuccheroFilatoNero (1995). Parte quindi alla volta della Francia, dove ritenta la strada del cinema col cortometraggio Point Mort, ma anche questa volta non ottiene il successo sperato. Risponde quindi a un annuncio e inizia a lavorare come animatore a Disneyland Parigi, vestendo i panni del cowboy.[ Dopo pochi mesi, però, il suo nome solleva l'attenzione di un responsabile risorse umane del parco che, pochi anni prima, aveva fatto l'Erasmus a Pavia, il quale lo riconosce e gli chiede come mai stia sprecando così il suo talento creativo, proponendogli il posto di produttore di eventi speciali. Così per diversi anni ricopre la carica di manager. Nel 2004 fonda la ditta di design Manjaca, con sua moglie Joséphine, designer francese, con la quale ha due figli. Negli ultimi anni è tornato a collaborare con Pezzali, scrivendo alcuni brani, partecipando come vocalist e salendo in alcune occasioni con lui sul palco.

 

 

Cresciuto a Pavia, Mauro Repetto - 53 anni oggi - conosce Max Pezzali tra i banchi di scuola del liceo scientifico Copernico. Iniziano a frequentarsi e scrivere canzoni. Sino a fondare gli 883. Conoscono Claudio Cecchetto che li fa partecipare al Festival di Castrocaro con la canzone Non me la menare. Ottengono successo con il loro primo disco Hanno ucciso l'Uomo Ragno. Repetto è coautore di molti successi della band, tuttavia non riesce a trovare una posizione nelle esibizioni dal vivo, infatti mentre Pezzali canta, lui si muove e balla sul palco: ciò suscita l'ironia della stampa. Nel 1993 gli 883 pubblicano l'album Nord sud ovest est, che vende il doppio del precedente. Nel 1994 esce il suo ultimo album con gli 883, Remix '94 contenente i successi dei primi due album in versione dance. L'ultima sua apparizione con Max Pezzali, in qualità di partner, si ha in una puntata del Roxy Bar di Red Ronnie, datata 14 gennaio 1994.