Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Vittorio Gassman, come è morto e chi sono i figli: Paola, Vittoria, Alessandro e Jacopo, nati da quattro donne diverse

  • a
  • a
  • a

Sono giorni di celebrazioni e ricordi, questi di inizio settembre, per i 100 di Vittorio Gassman. L'attore, venuto a mancare nel 2000, era nato infatti l'1 settembre 1922. Originario di Genova ma cresciuto a Roma dopo aver trascorso anche un anno in Calabria, è considerato uno dei migliori e più rappresentativi attori italiani. Fondatore del Teatro d'arte italiano nella sua carriera - che ha abbracciato anche la regia, la sceneggiatura e la televisione - ha partecipato a produzioni molto importanti anche all'estero e - insieme ad Alberto Sordi, Ugo Tognazzi, Nino Manfredi e Marcello Mastroianni - è considerato uno dei più grandi interpreti della commedia italiana. Era soprannominato il Mattatore (dall'omonimo spettacolo televisivo da lui condotto nel 1959).

 

 

Gassman - ma all'anagrafe Gassmann (l'attore decise successivamente di modificare il cognome) - nacque a Genova: il padre era un ingegnere civile tedesco di Karlsruhe, mentre la madre - originaria di Pisa - era di religione ebraica. L'attore ebbe tre mogli e tre compagne importanti, tutte colleghe. Nora Ricci è stata la prima moglie dalla quale ebbe la prima figlia Paola (in foto), anche lei attrice e poi moglie di Ugo Pagliai. Dopo l'annullamento alla Sacra Rota del matrimonio, Gassman sposò Shelley Winters, dalla quale ebbe la seconda figlia Vittoria, poi medico geriatra, sempre vissuta negli Stati Uniti d'America. Quindi la relazione con Juliette Mayniel, che gli diede Alessandro, anch'egli attore e regista. Poi Diletta D'Andrea, terza moglie fino alla fine, dalla quale nacque Jacopo, poi regista. Ebbe anche altre due importanti relazioni con Anna Maria Ferrero negli anni Cinquanta e con Annette Strøyberg, danese, nei primi anni Sessanta.

 

 

Gassman morì nella sua abitazione a Roma all'età di 77 anni, il 29 giugno 2000, per un improvviso attacco cardiaco nel sonno. Il suo corpo fu cremato e le sue ceneri vennero tumulate nella tomba della famiglia D'Andrea (la famiglia della terza moglie), nel Cimitero Monumentale del Verano, la sua presenza è indicata da una piccola lastra di pietra a forma di libro aperto riportante il seguente epitaffio, voluto da lui stesso: "Non fu mai impallato!".