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Briatore e Sorbillo, la polemica sulla pizza è già finita: "L'importante è che sia buona"

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Quello che doveva essere una sorta di duello rusticano, un Ok corral, della pizza si è invece consumato nel più classico dei tarallucci e vino. La polemica sulla pizza infatti doveva vedere il suo culmine nella puntata, in seconda serata, di ieri 23 giugno 2022 di Porta a Porta, ma chi si è messo davanti alla tv sarà forse rimasto deluso. Da una parte Flavio Briatore ("per tenere i prezzi così bassi, per vendere una pizza a quattro euro, che ingredienti usate? Cosa ci mettono dentro questi signori?“, le parole pronunciate nei giorni scorsi dall'imprenditore), dall'altra Gino Sorbillo, re della pizza napoletana (aveva distribuito pizza gratis il giorno successivo all'esternazione di Briatore). In mezzo Bruno Vespa in veste di arbitro, ma alla fine non è servito.

 

 

Napoli è una città che adoro e abbiamo tanti ragazzi napoletani che lavorano qui da noi”, le parole di Briatore con il successivo invito di Sorbillo per un tour delle pizzerie partenopee. “Io non faccio le guerre per una pizza. Neanche per la mozzarella o per il Patanegra. Se qualcuno pensa di fare comunicazione attaccandosi al treno Briatore e poi al treno Sorbillo, credo che c’è molta gente che ha approfittato di questa cosa per avere un secondo di notorietà”, il commento di Briatore. Sorbillo ha difeso i prezzi standard: “Il problema non è a quanto viene venduta la pizza, perché ci sono ingredienti straordinari che il cliente può scegliere o meno. Può anche prendere una classica margherita che Briatore ha in carta a 15 euro. Il problema è precisare che la nostra pizza tradizionale è un piatto completo e può essere buona anche se sempliciotta come la facciamo noi. Sappiamo e ci fa piacere che i suoi locali sono molto frequentati, ma anche quelle da 5-6-8 euro, quelle del popolo, sono molto soddisfacenti”.

 

 

Briatore dal canto suo ha sottolineando le spese sostenute: “Io non pretendo di essere un pizzaiolo ma abbiamo fatto dei ristoranti, dove dentro c’è anche la pizza. Abbiamo affitti carissimi, da via Veneto a Roma alla via di Harrod’s a Londra, noi abbiamo fatto un upgrading di pizza in un luogo dove c’è il dj dalle dieci di sera alle due del mattino. Non è l’ingrediente che costa, è tutto il resto. Il cliente è variegato può venire da noi o andare da Sorbillo. L’importante è che la pizza sia buona. La differenza può essere la location. Viva la pizza e basta”. Pace fatta.