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LDA, chi è Luca il figlio di Gigi D'Alessio. Il percorso ad Amici, le difficoltà e la critica a La paranza di Daniele Silvestri

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E' stato uno dei protagonisti di Amici 21 e oggi, sabato 7 maggio, si racconterà ai microfoni di Verissimo. Stiamo parlando di LDA, ovvero Luca D'Alessio, il cantante napoletano figlio d'arte che ora, una volta uscito dalla scuola di Maria De Filippi, proverà ad imporsi nello stesso ambiente del padre.

 

 

Figlio di Gigi e di Carmela Barbato, Luca è nato a Roma nel 2003. A marzo ha festeggiato 19 anni proprio mentre era ad Amici, e i genitori hanno scritto parole molto dolci nei suoi confronti sui social. "Ti ho visto nascere, crescere... e ora ti vedo diventare adulto, giorno dopo giorno, percorrendo la strada che hai scelto, con tutte le sfide e le difficoltà che comporta. Hai voluto fare da solo, trovare il tuo spazio nel mondo della musica, e io sono orgoglioso di ciò che stai riuscendo a fare solo con le tue forze", aveva scritto Gigi D'Alessio a corredo di una tenera foto amarcord con il terzogenito. "Ti seguo da spettatore silenzioso, e faccio il tifo per te, da sempre e per sempre. Auguri Luca, ti voglio bene". Poi, entrambi i genitori avevano inviato a Luca un video messaggio. 

 

 

Il suo talento è stato chiaro fin da subito a tutti, con il disco d'oro che è arrivato già a dicembre con il brano Quello che fa male. Ma il percorso è stato caratterizzato anche da momenti difficili. A febbraio il cantante aveva affrontato una gara di cover, a seguito della quale aveva detto ai suoi compagni: "Io ho paura di quel palco. Non riesco a cantare, mi manca l'aria". Il cantante si era poi confidato anche con Rudy Zerbi: "Ho perennemente paura di sbagliare, di essere giudicato, ho troppa ansia e non mi godo quel palco. Io potevo essere LDA anche fuori da qui, ma non l'ho fatto perché mi hanno sempre insegnato che se voglio qualcosa devo fare i sacrifici e meritarmela". Rudy Zerbi aveva tranquillizzato il suo allievo, ricordandogli che tutto quello che ha ottenuto lo ha fatto solo grazie alle sue forze, e, per superare le sue paure, gli aveva chiesto di cantare il suo inedito Io volevo solo te. Un altro momento difficile era stato quando, assieme a Calma, aveva criticato La paranza di Daniele Silvestri. "Dobbiamo fare questa? Io mi oppongo. Ma che è? Io questa cosa non la canto", aveva detto LDA, con Calma a fargli eco: "Io quando l'ho sentita ho detto, ma di che stiamo parlando? Io mi vergogno". LDA aveva poi rincarato la dose: "Vestiamoci da papere e andiamo sul palco vestiti così. Io resto allibito. Io non sto qua con gli scemi, contro non ho gli scemi. Perché devo sfigurare con gli altri. È uno scherzo, non può essere vero. Non ho mai visto al serale una roba del genere. Non può essere possibile. Penso che questo pezzo faccia schifo. Ha credibilità se lo fa lui che è l'artista, ma io non lo faccio". Parole che avevano mandato su tutte le furie Zerbi. "Chi si deve vergognare siete voi, dell'ignoranza con cui avete affrontato un pezzo del genere, della supponenza con la quale parlate di cose che non sapete neanche cosa siano, della strafottenza con la quale vi rivolgete a un artista come Daniele Silvestri. Voi lo sapete che in quella canzone si parla di mafia, di Cosa Nostra? No, perché siete ignoranti, presuntuosi, supponenti, saccenti e fate una figura terribile. Io mi vergognerei. Non sapete neanche di cosa parlate, non sapete da dove nasca una canzone, non sapete chi sia Daniele Silvestri. Siete cascati male. Il discografico di quel pezzo ero io, il contratto per quel pezzo l'ho fatto io. Insieme a lui ho raccontato e promosso quella canzone. LDA se non riesci a cantare una canzone del genere hai sbagliato mestiere".