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Andrea e Tatiana Bucci, chi sono le sorelle superstiti dell'Olocausto: cavie per gli esperimenti condotti dal dottor Josef Mengele

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Tatiana e Andra Bucci sono due sorelle superstiti dell'Olocausto e testimone attive della Shoah italiana oltre che autentiche autrici di memorie sulla loro esperienza ad Auschwitz. Insieme sono ospiti di Oggi è un altro giorno, la trasmissione del pomeriggio di Rai1 condotta da Serena Bortone. 

 

 

Tatiana (84 anni) e Andra (82), entrambe originarie di Fiume, scambiate per gemelle, vengono tenute in vita per essere usate come cavie per gli esperimenti condotti dal dottor Josef Mengele e sono tra i pochi a sopravviverne. Proprio la loro presenza in tale contesto ne fa dei testimoni cruciali sul funzionamento del campo di Auschwitz e sugli pseudo-esperimenti scientifici compiuti. Come tale il caso delle sorelle Bucci è oggetto di ampia discussione storiografica sia in Italia sia a livello internazionale. Le due - all'epoca bambine - sono riuscite a sopravvivere a quell'orrore grazie a una guardiana della “baracca dei bambini” che aveva preso a cuore le loro vite, salvandole dagli esperimenti.

 

Solo dopo molti anni dalla loro liberazione e dal loro ritorno in Italia, Andra e Tatiana iniziarono a parlarne. Tornarono a Birkenau per la prima volta con Marcello Pezzetti, storico italiano, uno dei massimi studiosi italiani della Shoah, dopo aver testimoniato al Centro di documentazione ebraica contemporanea (CDEC). Fu per loro strano vedere Birkenau totalmente diversa da come la ricordavano, faceva caldo e vi era l'erba alta con le margherite selvatiche e la loro impressione fu quella di trovarsi in un campo profughi, anziché in quello che era stato un campo di sterminio.  Peggiore fu il viaggio organizzato dalla Regione Toscana, quando per i sessanta anni dalla liberazione, nel 2005, Andra e Tatiana tornarono a Birkenau per la seconda volta. Era inverno e c'era la neve ed in quel momento scattò dentro di loro qualcosa di molto forte e doloroso, per la prima volta rividero quel luogo come erano abituate a vederlo da bambine e tornò vivo in loro il ricordo.