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Robertino, chi è il cantante famoso in Russia e Ucraina. Il vero nome, l'età e l'ictus. Ha chiesto a Putin di sfidarlo nel judo

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A Oggi è un altro giorno, nel corso della puntata odierna - lunedì 25 aprile - ci sarà anche Robertino, nome d'arte di Roberto Loreti. Il cantante e attore sarà nello studio del salotto pomeridiano condotto da Serena Bortone, dove racconterà la sua carriera passata e i suoi progetti.

 

 

Nato a Roma nel 1947, inizia a fare il garzone in una pasticceria. Inoltre canta in un coro rionale e inizia a fare la comparsa in alcuni film, fra i quali Il ritorno di don Camillo. Diventato capo-corista, s'esibisce nell'opera lirica Assassinio nella cattedrale di Ildebrando Pizzetti; ottiene poi una scrittura al Caffè Grand'Italia in piazza della Repubblica a Roma, dove una sera lo ascolta il regista della televisione danese Volmer Sorensen, che decide di scritturarlo. Nel 1964, a neanche 17 anni, partecipa al Festival di Sanremo con la canzone Un bacio piccolissimo, che arriva in finale e diventa in breve tempo uno dei singoli più venduti dell'anno. Torna a Sanremo l'anno successivo e nel 1969, mentre con il passare del tempo il suo successo diminuisce.

 

 

Ma Robertino è stato anche il primo a trionfare negli Urss, aprendo la strada ad altri artisti italiani. "Uno dei miei ultimi concerti l’ho fatto a Kharkiv, nell’aprile 2016", ha detto ai microfoni del settimanale Oggi. In Unione Sovietica ci arrivò "Come in un romanzo di spie. Tramite un baratto, al confine tra Russia e Finlandia, lungo la cortina di ferro: i soldati finlandesi erano rimasti senza sigarette, le chiesero ai colleghi russi e in cambio diedero un disco mio, che poi venne copiato e dilagò dappertutto. In Finlandia, ero un mito - racconta - Con Putin ci siamo incrociati più volte, stava sempre rigido. Un giorno mi fecero una intervista alla radio e lo sfidai: “Perché non ci incontriamo su una materassina di judo, io e te? Solo due round”. Sono cintura nera 6° dan. Ero forte, ora mi vede malconcio perché il 21 giugno del 2016, due giorni dopo il mio rientro da una tournée in Russia, Ucraina e Kazakhistan, ho avuto un ictus. Gli ucraini sono dolcissimi. Anche i russi sono bravi, però vivono come suonano: sempre un po’ marziali. Gli ucraini hanno un cuore infinito".