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Iole Mancini, chi è la partigiana di 102 anni che condanna Putin: "E' come Hitler". Oggi sarà a Quante Storie

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Iole Mancini chi è? Partigiana quando da quando aveva solo venti anni, lo è rimasta per sempre. E' l'ultima sopravvissuta della prigione di via Tasso che fu simbolo dell'occupazione nazista a Roma e dove operava Erich Priebke. Nel libro Un amore partigiano si racconta, all'età di 102 anni, a Concetto Vecchio. La puntata di Quante Storie in onda oggi, lunedì 25 aprile alle 12.45 su Rai 3, è dedicata alla Festa della Liberazione con la sua testimonianza d’eccezione. Iole Mancini racconta i lunghi mesi dell’occupazione di Roma, dalle Fosse Ardeatine alla prigione di via Tasso, la sua vicenda e del marito Ernesto, rappresenta una scelta etica e politica di libertà che ha risollevato il nostro Paese da un periodo oscuro di oppressione e tirannia. Il libro esce proprio nella giornata di oggi, lunedì 25 aprile, Festa della Liberazione. 

"Ricordo tutto, ma preferirei aver dimenticato. È così doloroso" ha confessato Mancini a Vecchio, giornalista politico di Repubblica e scrittore con cui ha realizzato il libro. All'Agenzia Ansa Concetto Vecchio ha spiegato che "ero convinto di scrivere la storia di una partigiana e alla fine ho scritto la storia di una donna molto forte e intelligente, ancora magnificamente sul pezzo a dispetto dell'età, molto aperta, anche verso i propri guai. Ho capito che questa parte era altrettanto importante". Iole Mancini a 17 anni conosce in spiaggia Ernesto Borghesi che diventerà suo marito. 

Mancini racconta che "il 10 giugno 1940, dal balcone di piazza Venezia Benito Mussolini annunciò l'entrata in guerra. Ricordo che si diceva che sarebbe durata poco, che avremmo vinto in fretta". Poi l'8 settembre del 1943 i tedeschi occupano Roma, le cose cambiano e Mancini e Borghesi entrano nella Resistenza, sono partigiani nei Gap. "Ci sono un sacco di cose che tornano oggi, l'invasione, la resistenza, l'attesa dei nostri, degli alleati che non arrivano mai, la fame, il perdersi. Le guerre sono poi alla fine sempre tutte uguali", ha spiegato Concetto Vecchio che ha chiuso il libro due mesi prima che scoppiasse la guerra in Ucraina. In una recente intervista a La Stampa Iole Mancini è stata durissima nei confronti di Vladimir Putin: "Bambini uccisi e città distrutte, si comporta come Hitler".